Colite ulcerosa

COS’È?

È una malattia infiammatoria cronica dell’intestino che colpisce la zona del retto e tratti più o meno estesi del colon. Le cause sono tuttora sconosciute; si ipotizzano, tra gli altri, meccanismi di tipo autoimmunitario.

COME SI RICONOSCE?

La malattia si manifesta in genere con diarrea e/o perdite di sangue dal retto durante l’evacuazione (proctorragia). Spesso vi sono dolori addominali e, nelle fasi acute di malattia, febbre, anemia e perdita di peso. La malattia può avere in casi rari un decorso grave, con rapida anemizzazione e comparsa di una paralisi motoria del colon, che si dilata in modo abnorme e rischia di andare incontro a perforazione (megacolon tossico).

Viene diagnosticata in base ai sintomi e alla presenza di alterazioni degli esami del sangue (positività dei test indicativi di infiammazione in atto), ma è l’esame endoscopico (retto-sigmoidoscopia o colonscopia), completato da prelievi di tessuto (biopsie) che permette di raggiungere la certezza diagnostica. Nei casi sospetti la biopsia deve essere effettuata anche in presenza di mucosa rettale normale all’osservazione endoscopica, in quanto la malattia può avere una scarsa attività infiammatoria al momento dell’esame.

CHI SI AMMALA?

Può presentarsi a qualsiasi età, ma è più frequente in età giovanile.

COME SI CURA?

  • Terapia medica: utilizza principalmente, a seconda della gravità dello stato infiammatorio, cortisonici oppure particolari farmaci ad azione antinfiammatoria intestinale somministrabili per bocca o per via rettale. Nei casi gravi è necessario sospendere l’alimentazione per via orale e nutrire il paziente mediante alimentazione parenterale.
  • Terapia chirurgica: nelle forme che non rispondono al trattamento farmacologico o che hanno sviluppato complicazioni può essere necessario l’intervento chirurgico.