Progetto ERAS – Enhanced Recovery After Surgery

STARE MEGLIO E TORNARE A CASA PRIMA DOPO UN INTERVENTO CHIRURGICO
Enhanced Recovery After Surgery

Milano, 13 dicembre 2011 – Il 16 dicembre 2011 presso l’Istituto Scientifico Universitario si svolgerà un Meeting organizzato da Marco Braga, professore di Chirurgia e Luigi Beretta, professore di Anestesia e Rianimazione presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, in cui verranno presentati i primi dati raccolti all’interno del progetto ERAS – Enhanced Recovery After Surgery. Il San Raffaele coordina infatti una collaborazione tra ospedali italiani per creare una rete di strutture che introducono nella loro pratica quotidiana un innovativo protocollo di assistenza perioperatoria.
Se negli ultimi 20 anni il miglioramento di tecniche chirurgiche e anestesiologiche ha portato a una riduzione della mortalità, della morbilità e della durata del ricovero ospedaliero, una quota di pazienti chirurgici soffre ancora di complicanze e di prolungata ospedalizzazione. È con lo scopo di migliorare il decorso ospedaliero dei malati operati che è nato il concetto di “Enhanced Recovery After Surgery” basato su due punti cardine:

  • l’approfondimento delle conoscenze fisiopatologiche e dei fattori che generano complicanze nei pazienti chirurgici e
  • l’applicazione sistematica di tecniche che portino alla loro riduzione con l’obiettivo del maggiore benessere del paziente e della rapida ripresa dal trauma chirurgico

Per poter condurre questo piano è necessario che più figure professionali lavorino insieme – chirurghi, anestesisti rianimatori, infermieri, fisioterapisti e nutrizionisti e manager – rivedendo gli atteggiamenti terapeutici del perioperatorio: non più dettati dalle preferenze o dalle abitudini di medici e infermieri, ma dalle conoscenze della medicina evidence-based per annullare o attenuare le risposte (endocrine, metaboliche ed immunologiche) prodotte dallo stress indotto dalla chirurgia.
I più importanti elementi del programma ERAS:

  1. ottimizzazione preoperatoria delle condizioni fisiche e mentali, delle eventuali disfunzioni d’organo, dello stato nutrizionale del malato con educazione e coinvolgimento del paziente sul corso degli eventi relativi al perioperatorio. Il paziente è al centro di questo progetto e viene reso partecipe degli obiettivi da raggiungere nel suo percorso che gli vengono esplicitati attraverso un counseling con il chirurgo, l’anestesista e l’infermiere.
  2. strategie intraoperatorie tese ad attenuare lo stress chirurgico: chirurgia mini-invasiva, utilizzo di farmaci a breve emivita, applicazione di tecniche di anestesia loco-regionale.
  3. azioni che si attuano nel postoperatorio: controllo del dolore, ripresa della nutrizione, mobilizzazione precoce, rimozione di sonde e dei drenaggi chirurgici appena possibile che conducano rapidamente alla ripresa delle attività fisiologiche e quindi ad una dimissione sicura.

Gli studi effettuati fin ora su singoli gruppi, con analisi retrospettive e più recentemente con studi randomizzati e controllati dimostrano scientificamente l’evidenza che l’applicazione di questo programma ha portato ad accelerare e migliorare il recupero post operatorio, ha ridotto le complicanze post operatorie del 40% con conseguente riduzione della degenza ospedaliera e dei costi sanitari.