Unità Cefalee e Algie Facciali

Le cefalee e l’emicrania

Quasi cinque milioni di persone in Italia soffrono di emicrania, e ogni anno almeno 12 milioni di giornate lavorative sono perse a causa del mal di testa: questo significa un costo sociale pari a oltre 6000 miliardi solo per la perdita di produttività: questi sono alcuni dei numeri più importanti relativi alla cefalea.
Il mal di testa è uno dei disturbi in assoluto più diffusi: una  percentuale variabile tra il 70 ed il 90% della popolazione generale soffre di almeno un attacco di cefalea l’anno e solo il 10% delle persone può riferire di non aver mai sofferto di un attacco nel corso della propria vita.
In Italia si calcola che ogni anno vengano effettuate almeno 4 milioni di visite proprio a causa delle cefalee, e che per la maggioranza dei pazienti questo disturbo sia così debilitante da influire pesantemente sui normali ritmi di vita, di relazione e di lavoro. In quasi la metà dei casi, infatti, le crisi sono così intense da impedire qualsiasi attività.
Non a caso la cefalea viene definita come una malattia sociale di grandi proporzioni giacché spesso chi ne soffre viene fortemente limitato anche nei periodi di benessere: il timore che possa presentarsi una nuova crisi è vissuto come un vero e proprio spettro, in quanto il mal di testa è in grado di alterare i rapporti con i familiari, le relazioni sociali e il benessere generale del soggetto.
La International Headache Society ha classificato quasi 100 tipi diversi di mal di testa.
Fondamentalmente possono essere distinti in cefalee primarie (quelle dove non esiste una causa organica specifica, ovvero fattori che possono essere identificati come reali fattori scatenanti del dolore) e cefalee secondarie (dove esiste una malattia ben definita che è causa del male).
L’emicrania fa parte delle cefalee primarie, ed è la malattia neurologica più diffusa al mondo. Ne soffre in media il 12% della popolazione mondiale in tutti i continenti, per lo più in età giovanile e produttiva, con punte che sfiorano il 25% per quanto riguarda la categoria delle donne in età fertile. È riconosciuta fin dai primordi della civiltà e se è stata un tormento per personaggi storici quali Giulio Cesare, Immanuel Kant, Sigmund Freud, Virginia Woolf, è anche la quotidiana realtà di milioni di anonimi individui che ne soffrono in silenzio.
Secondo Platone, Socrate non prescriveva alcun medicamento per il mal di testa prima che il paziente non avesse alleviato la mente dai fastidi; il corpo e l’anima, diceva, debbono essere curati assieme.
Ecco come, anche adesso, le terapie per il mal di testa devono essere altamente individualizzate, e praticamente cucite addosso al singolo paziente conoscendone le caratteristiche cliniche ma anche psicologiche.
La terapia del mal di testa si basa su farmaci sintomatici, su farmaci preventivi, su terapie fisiche e su un approccio psicologico integrato.

L’ambulatorio per le cefalee

L’ambulatorio per la Diagnosi e la Cura delle Cefalee è sorto nel 1991 per dare una risposta a tutti i pazienti con problemi di mal di testa. Si occupa di una prima fase diagnostica, nel corso della quale vengono individuati i problemi e le caratteristiche della cefalea, e di una seconda fase terapeutica.
Nell’ambito della diagnostica, possono essere utilizzati tutti gli strumenti di tipo neurofisiologico o neuroradiologico nel caso la cefalea lamentata dal paziente abbia una qualità tale da far sospettare una forma secondaria, ovvero sintomatica a una patologia neurologica sottostante.
La terapia della cefalea si basa su un trattamento di tipo sintomatico (ossia in grado di risolvere nel breve termine l’attacco stesso) e, se le crisi superano un certo numero al mese e la disabilità vissuta dal paziente è particolarmente importante, su una terapia di tipo preventivo (ovvero in grado di ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi stessi). Sono previsti anche sostegni di tipo alimentare e correzioni dello stile di vita.