Dormire bene aiuta il cervello a rigenerarsi

I ricercatori dell’Università Vita-Salute San Raffaele e dell’IRCCS San Raffaele di Milano hanno individuato come curare le apnee ostruttive nel sonno e il conseguente deficit neurologico scoprendo che il cervello si rigenera.

Milano, 24 Maggio 2011 – I ricercatori del San Raffaele di Milano hanno compreso cosa accade nel cervello di soggetti che soffrono di apnee ostruttive nel sonno (OSA – Obstructive sleep apnea) e come curare i deficit cognitivi derivanti da tale patologia. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, contribuiscono a capire quali sono le strutture del cervello che soffrono nell’OSA e sottolineano l’impatto positivo di un trattamento come la ventilazione a pressione positiva d’aria per via nasale (CPAP).
Nel mondo soffre di apnee ostruttive del sonno il 2% della popolazione generale femminile e il 4% di quella maschile. Il fattore fondamentale nello sviluppo dell’OSA è la stenosi delle vie aeree superiori durante il sonno, in particolare a livello orofaringeo: il sovrappeso o una franca obesità o una mandibola iposviluppata costituiscono i principali fattori di rischio per l’OSA.

Recentemente il Centro di Medicina del Sonno del San Raffaele in collaborazione con il Centro di Neuroscienze Cognitive e il CERMAC (Centro di eccellenza in Risonanza Magnetica ad Alto Campo) dell’Università Vita-Salute San Raffaele, ha condotto degli studi nei quali si è evidenziato che nei pazienti che soffrono di apnee notturne sono presenti non solo dei deficit neuro – cognitivi (soprattutto a carico delle funzioni esecutive e della memoria a breve e a lungo-termine), ma anche modificazioni della struttura della sostanza grigia cerebrale.

Sono stati studiati 17 pazienti con OSA grave e 15 individui sani di pari età e scolarità. Tutti i soggetti sono stati valutati con una estesa batteria neuropsicologica e con risonanza magnetica funzionale. I pazienti sono stati quindi trattati con una terapia specifica, la CPAP. Dopo tre mesi di CPAP, le prestazioni cognitive si sono normalizzate e la sostanza grigia a livello dell’ippocampo e delle regioni frontali è ri-aumentata di volume.
I ricercatori stanno continuando lo studio per rispondere a un ulteriore quesito: la CPAP fa “ricrescere” la corteccia cerebrale perché migliora il sonno (non ci sono più risvegli legati alle apnee) o perché migliora l’ossigenazione del cervello stesso? Cosa succede inoltre con un trattamento a lungo termine?

Afferma il Prof. Luigi Ferini Strambi, primario del Centro di Medicina del Sonno, San Raffaele Turro di Milano e coordinatore dello studio: “I risultati di questa ricerca non solo evidenziano che il problema dell’OSA va oltre la sonnolenza diurna ma sottolineano anche l’importanza di un trattamento specifico del disturbo per normalizzare i deficit cognitivi di cui spesso il paziente non è consapevole. Inoltre la terapia che garantisce una maggiore continuità del sonno e un miglior livello di concentrazione di ossigeno nel sangue, sembra modificare positivamente anche la struttura della sostanza grigia cerebrale”.

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Nicola Canessa 1,2,3,4*, Vincenza Castronovo 5*, Stefano F. Cappa 1,2,3,4, Mark S. Aloia 6, Sara Marelli 5, Andrea Falini 3,7, Federica Alemanno 1,3,4, and Luigi Ferini Strambi 4,5.
Obstructive Sleep Apnea: Brain Structural Changes and Neurocognitive Function before and after Treatment. American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine. May, 2011.

1. Center for Cognitive Neuroscience, Vita-Salute San Raffaele University, Milan, Italy
2. CRESA, Vita-Salute San Raffaele University, Milan, Italy;
3. CERMAC, Centro di eccellenza in Risonanza Magnetica ad Alto Campo, Vita-Salute San Raffaele University, Milan, Italy;
4. Division of Neuroscience, San Raffaele Scientific Institute, Milan, Italy;
5. Sleep Disorders Center, Vita-Salute San Raffaele University and San Raffaele Scientific Institute, Milan, Italy;
6. Neuroradiology Unit, Vita-Salute San Raffaele University and San Raffaele Scientific Institute, Milan, Italy;
7. Department of Medicine, National Jewish Medical and Research Center, Denver, Colorado.