Radioterapia adiuvante ipofrazionata per il carcinoma della mammella

La chirurgia conservativa e radioterapia adiuvante sono il trattamento standard  per il carcinoma della mammella in stadio iniziale. Il tumore del seno è il primo come frequenza fra le neoplasie femminili e rappresenta circa 1/3 del carico di lavoro di un reparto di radioterapia.

Il trattamento adiuvante per carcinoma della mammella richiede un  periodo lungo per la sua erogazione. Il frazionamento ottimale non è ancora ben definito e si incontrano un’ampia varietà nella pratica clinica. Emergono sempre più studi che confrontano differenti regimi di radioterapia  per determinare il tasso di controllo locale e di tossicità.  La radioterapia 3D conformazionale e l’IMRT hanno aumentato lo standard di qualità della radioterapia, consentendo di ottimizzare la distribuzione di dose all’interno del volume bersaglio e di minimizzare l’irradiazione agli organi critici circostanti. In fatti la tossicità cardiaca della radioterapia si è dimostrata nulla negli studi più recenti, che riportano i dati dei trattamento 3D confromazionali.

La qualità di vita del paziente gode di un’attenzione sempre più importante cosi come le esigenze di ottimizzare il carico di lavoro di un reparto, alle prese con le nuove tecnologie, più precise, ma molto time-consuming. I due fattori hanno portato allo sviluppo di schemi di trattamento abbreviati rispetto al convenzionale, che dovrebbero garantire  un controllo locale e una tossicità acuta e tardiva simile a quello convenzionale.

Nel caso della mammella potrebbe accadere  un aumento del fastidio parenchimale, fibrosi, aumento della consistenza, retrazione, teleangectasie, scarso risultato cosmetico.

L’adozione dell’ipofrazionamento potrebbe sfoltire le liste di attesa, rendere più accessibile e attraente il trattamento radioterapico, visto che fino al 20-30% delle pazienti che effettuano il trattamento conservativo non vengono irradiate, con un risultato deleterio per le pazienti con un alto rischio, per esempio sotto 54 anni o con recettori estrogenici negativi.

In base agli studi precedenti si propone:

– uno schema ipofrazionato di 40 Gy in 15 frazioni (2,67 Gy/fr) erogate in 3 settimane, che si è mostrato efficace e sicuro nello studio START B.

Da escludere le pazienti con:

  • Volume mammario importante ( V-VI) ( maggiore probabilità di tossicità) (non è una controindicazione assoluta, la paziente sarà discussa).
  • Precedenti trattamenti di radioterapia sulla parete toracica per altre patologie, ad esempio Linfoma
  • Trattamento concomitante di chemioterapia contenente antracicline o taxani.
  • Serie cardiopatie o IMA avvenuto da meno di 12 mesi ( nel caso della mammella/parete toracica sinistra)
  • Piano di trattamento non conforme ai limiti di dose stabiliti  (da valutare dopo elaborazione del piano di trattamento) ( Dmax  al  PTV <108%, 3% del cuore ? 40 Gy, 15% del volume del polmone ipsilaterale a 25 Gy).
  • Malattie di colagene.

In tutti i casi esclusi sarà effettuato il trattamento convenzionale.