Tumore del polmone

COS’È
È tra le prime cause di morte nei paesi industrializzati. Si sviluppa perché alcune cellule si moltiplicano in modo non controllato e si accumulano formando noduli o masse tumorali. Esistono due tipi differenti di tumore del polmone: quello non a piccole cellule (adenocarcinoma, carcinoma squamocellulare e carcinoma a grandi cellule) e quello a piccole cellule.

tumore del polmone 1 tumore del polmone 2

COME SI RICONOSCE
I pazienti con tumore in stadio iniziale possono non avere alcun disturbo. La scoperta del tumore avviene in questi casi in modo occasionale dopo aver eseguito una radiografia del torace per altri motivi. I pazienti con tumori in stadio più avanzato possono accusare: tosse, mancanza di respiro (dispnea), dolore toracico e/o emissione di sangue con i colpi di tosse (emoftoe o emottisi). Se non curato, il tumore del polmone può nella sua evoluzione interessare le strutture anatomiche adiacenti (parete del torace, cuore e grossi vasi cardiaci, trachea, vertebre) e/o diffondersi a distanza (formazione di metastasi). Le sedi di metastasi più frequenti sono i linfonodi del mediastino (spazio compreso tra i due polmoni), il polmone controlaterale a quello sede della malattia, le ossa, il cervello, il fegato e le ghiandole surrenali.

CHI SI AMMALA
Sono stati identificati numerosi fattori responsabili della sua insorgenza. Tra questi il più importante è il fumo di sigaretta che costituisce la causa principale di circa il  90% dei tumori del polmone.

QUALI INDAGINI EFFETTUARE
La diagnosi è quel processo che permette di identificare la presenza di una malattia e cioè, in questo contesto particolare, di un tumore del polmone. La stadiazione è invece quel processo che consente di stabilire la diffusione della malattia (e cioè se il tumore è localizzato al polmone oppure ha già interessato altri organi). La stadiazione è un processo fondamentale in quanto i tumori del polmone localizzati, o viceversa quelli già con metastasi a distanza, prevedono tipi di trattamento completamente differenti.
In occasione della prima visita specialistica il medico (chirurgo toracico, pneumologo o oncologo) provvederà a inquadrare la malattia e a programmare gli esami necessari per la diagnosi e la stadiazione.
Gli esami strumentali impiegati per la diagnosi e la stadiazione del tumore del polmone sono i seguenti: radiografia del torace, TC torace, broncoscopia con broncolavaggio e biopsia, PET total body, TC addome, TC encefalo, scintigrafia ossea, agoaspirato sotto guida TC, agoaspirato (agobiopsia) transbronchiale.
In casi particolari, per definire con precisione la diffusione della malattia può essere necessario ricorrere a veri e propri, seppur piccoli, interventi chirurgici quali la  mediastinoscopia e la toracoscopia.
L’impiego di questi esami strumentali e di questi interventi consente di identificare quattro stadi differenti di malattia. Mentre il I stadio comprende tumori di piccole dimensioni e senza metastasi, gli altri stadi comprendono tumori di maggiori dimensioni e/o con metastasi a distanza. La gravità del tumore del polmone aumenta ovviamente passando dal I al IV stadio.
La scelta del tipo di esame strumentale da utilizzare nel singolo paziente e la sequenza delle indagini verrà stabilita dal medico specialista e potrà variare da caso a caso. L’aspetto importante è tuttavia rappresentato dalla necessità di raggiungere con ragionevole certezza, avvalendosi di tutte le indagini disponibili, una diagnosi e una stadiazione precise al fine di poter trattare in modo adeguato il paziente.

Agoaspirato (agobiopsia) transbronchiale
È una procedura eseguita in corso di broncoscopia che consiste nel prelievo di tessuto polmonare o linfonodale al fine di determinare la diagnosi di natura e la presenza o meno di metastasi linfonodali. È una procedura solitamente eseguita in sedazione profonda. Le complicanze sono eccezionali e il paziente può riprendere le normali attività un’ora dopo l’esame. Il vantaggio più evidente è costituito dalla possibilità, con questo esame, di evitare indagini diagnostiche più invasive quali la mediastinoscopia o la videtoracoscopia.

Mediastinoscopia
È un vero e proprio intervento chirurgico, seppur di modesta entità, eseguito in anestesia generale. Attraverso una piccola incisione sulla parte bassa del collo, utilizzando uno strumento specifico denominato mediastinoscopio, si eseguono dei prelievi a livello dei linfonodi mediastinici. Le complicanze sono rarissime. L’intervento è necessario per verificare la presenza o meno di metastasi linfonodali a partenza da un tumore polmonare o per diagnosticare altri tipi di malattie linfonodali (ad esempio la sarcoidosi). In molti pazienti, tuttavia, la mediastinoscopia può essere evitata sottoponendo in prima istanza il paziente a un agoaspirato transbronchiale in broncoscopia.

mediastinoscopia 1

Toracoscopia
È una metodica invasiva generalmente utilizzata per diversi interventi chirurgici sul polmone, sul mediastino e sulla pleura. È anche impiegata nella stadiazione del tumore del polmone in quanto consente l’esplorazione del cavo pleurico e l’esecuzione di procedure bioptiche in particolare a livello della pleura parietale e dei linfonodi mediastinici.

 toracoscopia 1  toracoscopia 2

COME SI CURA
Il trattamento varia in relazione al tipo di tumore (non a piccole cellule o a piccole cellule), alla diffusione del tumore (stadio iniziale o avanzato) e alle condizioni generali e respiratorie del paziente. Il trattamento prevede l’impiego della chirurgia e/o di varie forme di terapia oncologica sistemica (chemioterapia, radioterapia, terapia biologica, immunoterapia). Gli interventi chirurgici eseguiti per la cura del tumore del polmone sono la resezione atipica, la segmentectomia, la lobectomia e la pneumonectomia. Attualmente, molti di questi interventi possono essere eseguiti con tecnica minivasiva. La scelta di un determinato tipo di intervento viene fatta dal chirurgo in relazione alle dimensioni e alla sede del tumore e alle condizioni respiratorie del paziente. La chemioterapia si avvale di numerosi farmaci in grado di distruggere le cellule neoplastiche. La radioterapia prevede l’utilizzo dei raggi per colpire e distruggere il tumore. Esistono oggigiorno sistemi di radioterapia estremamente sofisticati, come ad esempio la tomoterapia e la cyberknife, in grado di colpire esclusivamente la zona sede della neoplasia senza ledere i tessuti sani circostanti. Possono essere impiegate terapie biologiche che vengono istituite in maniera personalizzata in base alla presenza o meno di alcune mutazioni genetiche dei pazienti e l’immunoterapia.
La maggior parte dei tumori polmonari non a piccole cellule in stadio iniziale vengono trattati con la sola chirurgia mentre quelli in stadio più avanzato richiedono trattamenti combinati. Il tumore a piccole cellule viene invece solitamente curato con la sola chemioterapia associata in vario modo alla radioterapia mentre il ricorso alla chirurgia è infrequente.
I risultati del trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule sono buoni nel I stadio di malattia e cioè quando è possibile curare un tumore di piccole dimensioni e senza metastasi a distanza. In questi casi la sopravvivenza a 5 anni è superiore al 70%. Tuttavia, soprattutto grazie a schemi di trattamento combinato, sono possibili sopravvivenze prolungate anche in stadi più avanzati di malattia.