Tumori

Mesotelioma pleurico maligno

Che cos’è 

Il mesotelioma pleurico maligno (MPM) è un tumore maligno che origina dalla pleura, la membrana formata da due foglietti (chiamati pleura viscerale e pleura parietale), in continuità fra di essi. Le due pleure rivestono i polmoni (pleura viscerale), il mediastino (la porzione di torace posta fra i due polmoni che contiene varie strutture fra cui il cuore, la trachea, l’esofago e i grossi vasi) e la gabbia toracica (pleura parietale). 

Il MPM è una neoplasia molto rara: nel 2019 è stata stimata negli USA un’incidenza di 0.7 casi per 100.000 abitanti/anno, più rilevante nel sesso maschile rispetto a quello femminile.

Le tipologie

Istologicamente il MPM può essere classificato in 3 forme distinte, caratterizzate da prognosi differenti: 

  • Il MPM epitelioide: è la forma più frequente e rappresenta fra il 70% e l’85% dei casi. La sopravvivenza mediana del MPM epitelioide è di circa 14 mesi. 
  • Il MPM sarcomatoide: rappresenta circa il 10% dei casi. È la forma con prognosi peggiore, con una sopravvivenza mediana di soli 3 mesi alla diagnosi.
  • Il MPM bifasico: viene diagnosticato in circa il 10-25% dei casi. La diagnosi viene posta quando nel campione bioptico è presente una combinazione delle due varianti precedenti, rappresentanti almeno il 10% della cellularità totale. La sopravvivenza mediana dei pazienti affetti da MPM bifasico è pari a circa 12 mesi. 

Esistono inoltre forme più rare della malattia, alcune con caratteristiche pre invasive come l’iperplasia mesoteliale e il mesotelioma in situ, o minimamente invasive come il mesotelioma localizzato e il mesotelioma papillare ben differenziato. Spesso la diagnosi di queste forme richiede la presenza di un anatomo-patologo esperto e la discussione nel contesto del gruppo multidisciplinare delle patologie oncologiche del torace per la definizione del percorso terapeutico più appropriato.

I sintomi

La sintomatologia nei pazienti affetti da MPM è spesso insidiosa e aspecifica: dal punto di vista clinico l’espressione più frequente (circa il 90%) e soprattutto quella che maggiormente condiziona la qualità di vita del paziente è la comparsa di versamento pleurico recidivante. Tale condizione determina la comparsa di dispnea ingravescente (cioè ‘mancanza di fiato con fame d’aria’). 

Altri segni della malattia che possono comparire sono: 

  • mancanza di forze (astenia);
  • importante dimagrimento (calo ponderale);
  • dolore toracico (toracodinia) accompagnato da un ‘senso di peso’ al torace. 

Sintomi meno frequenti possono essere:

  • tosse stizzosa;
  • emoftoe (emissione di sangue con la tosse);
  • disfagia;
  • distonia;
  • febbre.

Fattori di rischio

La principale causa di insorgenza di MPM è l’esposizione alle fibre di asbesto. Il termine asbesto si riferisce a un vasto gruppo di minerali silicati, utilizzati in ambito industriale a partire dal secondo dopoguerra per le loro caratteristiche termoisolanti (amianto). Diversi studi hanno dimostrato un netto incremento dell’incidenza di MPM fra i lavoratori esposti a questa sostanza, di cui è stato vietato l’utilizzo e avviato un processo di bonifica dagli anni ’90. Una volta inalate, le particelle di asbesto restano intrappolate nei polmoni e quindi traslocate alla pleura. 

Le fibre di asbesto sono in grado di indurre effetti dannosi (carcinogenesi) sia diretti che indiretti alle cellule pleuriche, che si manifestano tuttavia diverse decine di anni dopo l’esposizione. Oltre che nei soggetti esposti direttamente all’amianto, è stato rilevato un incremento di incidenza anche nei loro familiari conviventi. Il MPM può essere causato più raramente dall’esposizione a radiazioni ionizzanti o al diossido di torio (utilizzato in passato come mezzo di contrasto radiografico), o da una predisposizione genetica (mutazione del gene BAP1).

Diagnosi

La diagnosi di mesotelioma pleurico maligno si pone mediante:

  • radiografia del torace: conferma la presenza di un versamento pleurico;
  • ecografia pleurica e toracentesi eco-guidata: eseguita allo scopo di evacuare il liquido pleurico con il duplice scopo di risolvere il quadro dispnoico e di raccogliere un campione di liquido per un’analisi citologica (cioè al microscopio) al fine di ottenere una diagnosi di natura;
  • TC (tomografia computerizzata): documenta la presenza di ispessimenti/lesioni pleuriche solide e l’eventuale presenza di lesioni polmonari;
  • PET (tomografia a emissione di positroni): caratterizza metabolicamente la malattia e identifica un eventuale interessamento a distanza (metastasi);
  • Biopsia pleurica videotoracoscopica (VATS): è la procedura diagnostica più importante per ottenere una diagnosi definitiva di malattia, definire il grado di diffusione intratoracica della malattia ed eventualmente eseguire una pleurodesi, procedura in cui viene instillata nel torace una sostanza irritante (talco deasbestato) in grado di creare aderenze fra le due pleure e prevenire la recidiva di versamento.

Cure

L’approccio terapeutico al MPM è multimodale e prevede diverse combinazioni fra:

  • chirurgia: in casi selezionati di malattia limitata è possibile eseguire interventi per ridurre il carico di malattia e migliorare i risultati del successivo trattamento chemio-radioterapico. La pleurectomia-decorticazione (PD) prevede l’asportazione radicale della pleura parietale e viscerale, insieme al pericardio e il diaframma. La pleuro-pneumonectomia comporta, inoltre, anche l’asportazione del polmone omolaterale; 
  • chemioterapia: a base di cisplatino e pemetrexed. L’associazione di bevacizumab ha consentito di incrementare la sopravvivenza libera da malattia in un trial. Inoltre in alcuni studi, l’utilizzo di farmaci immunoterapici (nivolumab e ipilimumab) ha incrementato la sopravvivenza a 2 anni del 14% rispetto alla chemioterapia tradizionale; 
  • radioterapia: per la palliazione del dolore in caso di malattia infiltrante. Inoltre, viene utilizzata per la prevenzione delle recidive nelle sedi di drenaggio e degli accessi toracoscopici.

Screening

Al di fuori di programmi di sorveglianza diretti ai lavoratori esposti professionalmente all’amianto, non esistono ancora programmi di screening mirati alla diagnosi precoce del MPM in soggetti asintomatici. La presenza di ispessimenti pleurici e versamento riferibili alla presenza di un MPM può tuttavia rappresentare un riscontro collaterale nei soggetti sottoposti a screening per tumore del polmone con TC a basso dosaggio di radiazioni (LDCT).

Associazioni Pazienti

Salute allo Specchio

Salute allo Specchio è una Onlus nata nel 2013 da un’idea di specialisti dell’Ospedale San Raffaele.  Si tratta di un progetto dedicato alle pazienti oncologiche che ha l’obiettivo di conciliare eccellenza medica e qualità della cura per favorire il recupero del benessere fisico e psicologico della persona, ritrovando energia, fiducia in se stesse e autostima.