Orecchio tappato: quali sono le cause e quando andare dall’otorinolaringoiatra?

Orecchio tappato: quali sono le cause e quando andare dall’otorinolaringoiatra?

PUBBLICATO IL 01 APRILE 2026

Orecchio tappato: quali sono le cause e quando andare dall’otorinolaringoiatra?

PUBBLICATO IL 01 APRILE 2026

Consulta il CV del prof. Leone Giordano, otorinolaringoiatra all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

La sensazione di “orecchio tappato” è un disturbo molto comune che quasi tutti, almeno una volta nella vita, hanno sperimentato. Dal punto di vista medico, si parla di ovattamento auricolare: una percezione di chiusura, pressione o attenuazione dei suoni, come se si ascoltasse sott’acqua. 

Non è una malattia, ma un sintomo, e come ogni sintomo, va interpretato. Nella maggior parte dei casi, si tratta di condizioni benigne e transitorie, come un tappo di cerume o un semplice raffreddore. Tuttavia, dietro la stessa sensazione possono nascondersi cause diverse, che coinvolgono l’orecchio esterno, medio o interno. 

Effettuare una visita dall’otorinolaringoiatra, per capire da cosa dipende è fondamentale per scegliere il rimedio corretto ed evitare soluzioni fai-da-te che rischiano di peggiorare la situazione. 

Ne parliamo con il professor Leone Giordano, primario dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria all’IRCCS Ospedale San Raffaele, Professore Associato all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Direttore della Scuola di Specializzazione in Otorinolaringoiatria presso il medesimo ateneo.

 

Cosa si intende per orecchio tappato

Quando le persone parlano di ‘orecchio tappato’ (ovattamento auricolare) stanno descrivendo una sensazione.

“L’orecchio tappato non è una patologia in sé, ma un segnale che qualcosa sta alterando la normale trasmissione o percezione dei suoni - spiega il professor Giordano -. Può trattarsi di un problema banale oppure di una condizione che merita un approfondimento: è il contesto clinico a fare la differenza”.

Il disturbo può: 

  • insorgere bruscamente o in modo progressivo;
  • essere transitorio o persistente;
  • coinvolgere una sola o entrambe le orecchie. 

Pur essendo frequente e spesso benigno, l’orecchio tappato rappresenta un sintomo aspecifico che può riconoscere cause diverse, a carico dell’orecchio esterno, medio o interno, e merita quindi una valutazione clinica quando persiste o si associa ad altri sintomi.

Forme acute e forme croniche

Quando si parla di orecchio tappato è importante distinguere anche tra: 

  • forme acute (come per esempio l’otite media acuta): si presentano spesso con dolore, febbre, senso di pressione improvviso e una riduzione dell’udito transitoria. Hanno un’evoluzione rapida e, se trattate correttamente, tendono a risolversi senza conseguenze;
  • forme croniche: sono più subdole, l’orecchio è tappato, l’udito è ridotto, ma il dolore spesso manca. È il caso dell’otite media sierosa cronica, che può durare mesi e passare inosservata, soprattutto nei bambini, o essere sottovalutata negli adulti.

 

Da cosa è causato l’orecchio tappato

L’orecchio tappato può avere diverse cause.

Tappo di cerume

La causa più frequente della sensazione di orecchio ovattato è il tappo di cerume

Il cerume non è sporco: è una sostanza fisiologica con funzione protettiva, lubrificante e antibatterica per il condotto uditivo esterno. Il problema nasce quando si accumula in eccesso o viene spinto in profondità, eventualità molto comune con l’uso dei cotton fioc. In questi casi, può formarsi un vero e proprio tappo che ostruisce il condotto uditivo, impedendo la corretta trasmissione del suono.

“Uno degli errori più frequenti è cercare di pulire l’orecchio con strumenti improvvisati - sottolinea Giordano -. Così facendo, spesso si spinge il cerume più in profondità, favorendo la formazione del tappo”.

Il disturbo compare spesso in modo improvviso, tipicamente dopo la doccia, il mare o la piscina, perché l’acqua fa gonfiare il cerume già presente, accentuando l’occlusione. Oltre alla sensazione di orecchio tappato possono comparire come sintomi: 

  • calo dell’udito; 
  • prurito auricolare; 
  • fastidio o dolore, in particolare se il cerume è compatto o se il condotto è infiammato; 
  • talvolta acufeni con senso di rimbombo. 

Si tratta comunque di una condizione benigna e facilmente risolvibile, purché la rimozione venga effettuata correttamente.

Disventilazione della tuba di Eustachio

Un’altra causa molto comune è la disventilazione della tuba di Eustachio, tipica degli sbalzi di pressione (come durante un volo aereo, in montagna o sott’acqua), ma frequente anche in assenza di variazioni di quota.

In questi casi, il problema non riguarda l’orecchio esterno, bensì l’orecchio medio, che non riesce a compensare correttamente la pressione con l’ambiente esterno. Questo equilibrio dipende dal corretto funzionamento della tuba di Eustachio, un sottile canale che collega l’orecchio medio al rinofaringe e che si apre fisiologicamente durante la deglutizione, lo sbadiglio o la masticazione.

Quando la tuba di eustachio non si apre adeguatamente, il paziente può avvertire:

  • sensazione di ovattamento;
  • pressione interna che non ‘si sblocca’;
  • rimbombo dei suoni;
  • talvolta, autofonia o peggioramento dell’udito nel corso della giornata.

“Molti pazienti pensano a un tappo di cerume, ma in realtà il problema è una difficoltà di ventilazione dell’orecchio medio - precisa -. È una condizione molto comune e spesso legata a infiammazioni nasali”.

Durante un volo, soprattutto in fase di atterraggio, la sensazione può comparire bruscamente perché l’orecchio medio non riesce ad adattarsi rapidamente alla variazione di pressione. Tuttavia, lo stesso meccanismo può verificarsi anche a terra.

Raffreddore, sinusite e rinite allergica

Raffreddore, sinusite e rinite allergica possono favorire questa condizione. Le mucose del naso e del rinofaringe si infiammano e si gonfiano, producendo più secrezioni. L’edema può ostruire funzionalmente l’orifizio tubarico, impedendo il normale passaggio dell’aria verso l’orecchio medio.

Il risultato è una sensazione persistente di orecchio tappato, spesso associata a ipoacusia trasmissiva: una riduzione dell’udito non dovuta a un danno dell’orecchio interno, ma a un’alterazione della pressione o alla presenza di liquido dietro il timpano, il cosiddetto ‘catarro nell’orecchio’.

Questa condizione non sempre è dolorosa e può persistere per giorni o settimane, anche quando i sintomi nasali sono migliorati. È frequente, ad esempio, nei pazienti con rinite allergica cronica, che possono avvertire orecchie tappate in modo fluttuante, senza febbre né dolore.

 

Orecchio tappato da giorni nel bambino e nell’adulto: cosa significa?

Nel bambino, un orecchio tappato che dura nel tempo, soprattutto se associato a respirazione orale, russamento notturno, voce nasale o infezioni ricorrenti, è spesso legato a un’ipertrofia (ingrossamento) delle adenoidi.

“Nel bambino il problema può passare inosservato perché raramente c’è dolore - osserva Giordano -. Ma una riduzione dell’udito protratta può avere ripercussioni sul linguaggio e sull’apprendimento”.

Nell’adulto, una sensazione di orecchio tappato che persiste per giorni o settimane, soprattutto se monolaterale, non va banalizzata. Nella maggior parte dei casi, l’origine è infiammatoria o funzionale, ma la persistenza del sintomo richiede un corretto inquadramento.

Quando l’orecchio rimane ‘chiuso’ a lungo, in particolare in assenza di raffreddore acuto o dopo la sua risoluzione, è opportuno escludere condizioni che possano ostacolare la ventilazione dell’orecchio medio a livello del rinofaringe. Non significa allarmarsi, ma evitare di rimandare troppo una valutazione specialistica.

La sensazione di orecchio ovattato può comparire anche in alcune forme di vertigine di origine periferica, legate all’orecchio interno. In questi casi l’ovattamento è percepito come una pienezza profonda, ‘come se l’orecchio fosse pieno dall’interno’, e può associarsi a vertigine, instabilità, nausea, ronzii o variazioni dell’udito.

“Quando l’ovattamento si associa a vertigine o a un calo improvviso dell’udito, è importante rivolgersi tempestivamente allo specialista” raccomanda lo specialista.

 

Quando preoccuparsi per un orecchio tappato e rivolgersi all’otorinolaringoiatra

In generale, è consigliabile una valutazione con l’otorinolaringoiatra quando la sensazione di orecchio tappato:

  • dura più di 2 o 3 settimane;
  • è monolaterale;
  • si associa a un calo dell’udito persistente, a un senso di pressione costante o ad autofonia;
  • non migliora nonostante la risoluzione di raffreddore o sinusite, oppure compare senza una causa evidente, o ancora se si associa a vertigini.

La visita otorinolaringoiatrica per l’orecchio tappato

La visita otorinolaringoiatrica consente nella maggior parte dei casi di chiarire rapidamente la situazione. Attraverso l’otoscopia, l’esame audiometrico e il timpanogramma è possibile distinguere una semplice ipoacusia trasmissiva da altre condizioni, mentre la fibroscopia nasale permette di valutare direttamente il rinofaringe e la funzionalità tubarica.

 

Cosa fare in caso di orecchio tappato

“Quando si parla di orecchio tappato e rimedi - conclude Giordano - è fondamentale ricordare che non esiste una soluzione valida per tutti: il trattamento dipende sempre dalla causa. Il primo vero rimedio è la diagnosi corretta. Solo individuando l’origine del sintomo si può intervenire in modo efficace e sicuro”.