Astrocitomi e glioblastomi

 

L’astrocitoma è il più diffuso tumore cerebrale. Fa parte di una famiglia di tumori altrimenti detti gliomi, il cui confine con il tessuto cerebrale sano circostante è molto sfumato, non vi è un limite netto e si trovano cellule tumorali anche a distanza dalla lesione più evidente.
Per le caratteristiche istologiche e per le conseguenti implicazioni terapeutiche si distinguono quattro gradi di malignità: i gradi I e II sono a bassa malignità, mentre i gradi III e IV sono maggiormente maligni.

ASTROCITOMI A BASSO GRADO DI MALIGNITÀ

In questo gruppo rientrano in particolare astrocitomi fibrillare, gemistocitico e protoplasmatico (grado II). Appartengono a questa classe di tumori anche gli astrocitomi pilocitici (grado I), trattati nello specifico all’interno delle malattie neurochirurgiche pediatriche.

Gli astrocitomi di gradi I e II hanno maggior incidenza in età pediatrica e fra i giovani adulti, crescono lentamente e infiltrano il tessuto cerebrale.
In questi tumori la differenza tra le cellule tumorali e quelle sane è meno marcata e il confine con il tessuto sano è poco evidente. Per questi motivi gli astrocitomi a basso grado di malignità rispondono poco a terapie farmacologiche o a radioterapia e la rimozione chirurgica è possibile solo nei casi di pazienti con tumore di piccole dimensioni in un’area non eloquente (ovvero una zona cerebrale la cui lesione non porti menomazioni alla persona, come ad esempio paralisi, impossibilità a parlare e così via).
La biopsia stereotassica svolge un ruolo determinante nell’identificare l’esatta natura istologica del tumore e quindi programmare le eventuali cure.
Essendo tumori a lenta crescita hanno comunque una prognosi di molti anni. Considerando la lenta progressione e la natura infiltrativa del tumore, in genere si opta per un controllo clinico e radiologico nel tempo.
La radioterapia viene proposta nei casi di recidiva dopo rimozione chirurgica estesa, ove possibile, e in quei casi di progressione e degenerazione maligna della neoplasia.
Possono in alcuni casi degenerare e virare verso gradi di maggiore malignità.

ASTROCITOMI CON ALTO GRADO DI MALIGNITÀ

In questo gruppo rientrano gli astrocitomi anaplastici e il glioblastoma multiforme.
Sono neoplasie tipiche dell’età adulta (50-60 anni), anche se esiste un picco giovanile.
La terapia si avvale di un approccio diversificato, ovvero:

  • Chirurgico. È possibile se la neoplasia è localizzata e non interessa aree eloquenti, ovvero zone cerebrali la cui lesione porti menomazioni alla persona; consente una rimozione della lesione che, oltre a ridurre la compressione sul restante tessuto cerebrale sano, aumenta l’efficacia delle terapie successive, rimuovendo le aree emorragiche e necrotiche. Eventuali tumori non asportabili chirurgicamente possono essere sottoposti a biopsia stereotassica al fine di determinare l’esatta istologia del tumore.
  • Radioterapico. La radioterapia, che il paziente effettua in day hospital per circa due mesi, viene somministrata a dosaggi frazionati raggiungendo un totale di 60 Gy, di cui 45 focali sulla cavità chirurgica e 15 su tutto il cervello.
  • Chemioterapico. La chemioterapia, riservata a un gruppo selezionato di pazienti, si avvale essenzialmente di temozolamide, carmustina e cisplatino, farmaci che attraversano più facilmente di altri la barriera ematoencefalica.

L’elevata incidenza di queste neoplasie e la prognosi spesso molto grave stimolano medici e ricercatori a studiare continuamente nuovi approcci terapeutici in ambito radioterapico e immunoterapico.