Fibromialgia

COS’È?

È una condizione medica caratterizzata da dolore cronico e diffuso a carico di ossa, articolazioni e muscoli. Si associa frequentemente a sintomi di natura psicologica, come ansia e depressione, e ad altri disturbi come la sindrome da affaticamento cronico, la sindrome dell’intestino irritabile e forme di cefalea persistente.
La fibromialgia ha spesso un impatto negativo sulla quotidianità ed il funzionamento delle persone che ne soffrono, determinando una significativa riduzione della qualità di vita.

COME SI RICONOSCE?

La diagnosi di fibromialgia è unicamente clinica, basata sui sintomi riportati dal paziente e sulla visita medica.
Tale diagnosi si basa principalmente sul riconoscimento di una storia di dolore muscolo-scheletrico diffuso a tutto il corpo e non ben localizzato, che si presenta durante tutto l’arco della giornata e che persiste per almeno 3 mesi. Il dolore è tipicamente accentuato dalla pressione esercitata con le dita su determinati punti del corpo (definiti ‘trigger points’).

In aggiunta, i pazienti affetti da fibromialgia possono frequentemente presentare:

  • stanchezza, rigidità e senso di affaticamento
  • difficoltà nella concentrazione
  • disturbi del sonno
  • disturbi digestivi
  • ansia e depressione

Tutti questi sintomi peggiorano tipicamente durante periodi di forte stress psico-fisico.

CHI SI AMMALA?

La fibromialgia è una causa molto frequente di dolore cronico. Colpisce circa il 2-5% della popolazione, con una netta prevalenza nelle donne, in particolare nella fascia d’età compresa tra i 20 e i 55 anni.
I sintomi compaiono spesso durante periodi particolarmente stressanti, sia da un punto di vista fisico che psicologico. In alcuni casi, la comparsa dei sintomi può essere preceduta da eventi infettivi come comuni infezioni batteriche o virali, oppure da traumi fisici o emotivi. In generale, si stima che circa il 40% dei pazienti che si rivolge a centri specializzati nella cura del dolore soddisfi i criteri diagnostici per la fibromialgia.

COME SI CURA?

Attualmente, le terapie con cui si ottengono i migliori risultati si basano sulla modulazione degli impulsi nervosi responsabili della sensazione del dolore. I farmaci più efficaci sotto questo aspetto rientrano nelle categorie degli antidepressivi e degli anticonvulsivanti. Tali farmaci hanno, inoltre, il vantaggio di agire anche su eventuali sintomi di natura psicologica e sui disturbi del sonno spesso associati. La terapia farmacologica va comunque affiancata da interventi di natura cognitiva, nonché fisioterapica, come ad esempio un’attività fisica aerobica dolce.