Crioconservazione

DEL TESSUTO OVARICO PER LA PRESERVAZIONE DELLA FERTILITÀ

Le capacità funzionali dell’ovaio si riducono progressivamente nel tempo, in particolare dopo i 37 anni.

In 1 donna su 100 si verifica inspiegabilmente una menopausa precoce prima dei 40 anni (Premature Ovarian Failure). Essendo stato  dimostrato che una condizione di ipofertilità compare circa 13 anni prima dell’evento finale della menopausa, si può affermare che 1 donna su 100 presenta un’alterata fertilità già a 32 anni.

Esistono, inoltre, numerose patologie che possono influenzare la funzione riproduttiva della donna: malattie sistemiche (genetiche, infiammatorie, autoimmunitarie, neoplasie ecc) e patologie che colpiscono specificatamente l’apparato genitale: miomi uterini, cisti ovariche, infezioni pelviche, sindromi aderenziali o malattie croniche infiammatorie come l’endometriosi. Questa patologia colpisce più del 10% delle donne in età riproduttiva e circa il 30% risulta affetto da infertilità. Nelle donne che si rivolgono a un Centro di Procreazione Assistita il 50% risulta affetto da endometriosi.

L’endometriosi causa infiammazione, aderenze tubo-ovariche o entero-genitali, può potenzialmente svilupparsi in qualsiasi distretto corporeo, ma gli organi più colpiti sono le ovaie (50% dei casi) dove forma cisti delle più svariate dimensioni.

L’endometriosi è una malattia cronica recidivante: causando dolori, interferisce con la vita di coppia e può richiedere nel corso della vita molteplici interventi chirurgici. Le pazienti che si sottopongono a trattamento chirurgico per cisti endometriosiche mono o bilaterali vengono informate del potenziale rischio di andare incontro a una Premature Ovarian Failure (stimata nell’ordine del 2% nelle donne con malattia di entrambe le ovaie).

La Divisione di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, diretta dal prof. Massimo Candiani, è da anni un centro per la cura dell’endometriosi e si è resa promotrice di un progetto di preservazione della fertilità anche nelle donne affette da endometriosi. Tale progetto prevede non solo la crioconservazione di ovociti o di embrioni, ottenuti da tecniche di fecondazione assistita, ma anche la crioconservazione del tessuto ovarico. Il prelievo tissutale viene effettuato durante l’intervento chirurgico, già indicato per la cura dell’endometriosi, in donne al di sotto dei 37 anni di età, nullipare.

La crioconservazione del tessuto ovarico offre il vantaggio di non richiedere stimolazioni ormonali, né la presenza di un partner e di congelare infine follicoli che presentano un’età corrispondente a quella della donna in cui viene eseguito il prelievo. Il nascituro presenterà, pertanto, un profilo di rischio di malattie cromosomiche corrispondenti all’età della mamma al momento del prelievo e non all’età della donna al momento dell’impianto tissutale.
La tecnica chirurgica consiste nel prelievo di un frammento di corticale ovarica, di circa 1 cm, durante l’intervento laparoscopico e il suo successivo congelamento e conservazione nel tempo nella nostra biobanca tessutale.  Non sono stati descritti limiti  per la durata della conservazione.

Su richiesta della donna, i frammenti vengono scongelati e successivamente trapiantati, tramite intervento laparoscopico,  nella loro sede d’origine (trapianto ortotopico) a livello della fossetta ovarica o dell’ovaio residuo, permettendo la ripresa della funzionalità ovarica e in alcuni casi, la possibilità di concepimenti spontanei o più frequentemente dopo stimolazione ovarica, ricorrendo dunque a tecniche di Fecondazione Assistita. Nonostante la crioconservazione del tessuto ovario sia una procedura da ritenersi attualmente sperimentale, il primo bambino nato da autotrapianto di tessuto ovarico congelato è stato riportato nel 2004 dal gruppo del prof. Donnez a Bruxelles e attualmente si parla di un tasso di gravidanza del 18% dopo reimpianto di tessuto ovarico. Se il trapianto viene eseguito in sedi diverse dall’ovaio (utero, rene, parete addominale, sottocute dell’avambraccio) si parla di trapianto eterotopico e questa procedura è maggiormente finalizzata alla produzione ormonale.

Un’altra linea di ricerca coinvolge la maturazione in vitro dei follicoli prelevati dal tessuto ovarico. Ricerche scientifiche sono in atto ed è probabile che la maturazione in vitro dei follicoli dal tessuto prelevato sarà possibile in un prossimo futuro, evitando così la necessità di trapiantare nella donna il suo tessuto.

STAFF

Chirurgi
M. Candiani
S. Ferrari
E. Garavaglia
P. Giardina

Biologi
P. Viganò
L. Corti
L. Pagliardini

Anatomo-patologo
G.L. Taccagni

CONTATTI

Elisabetta Garavaglia
Centro per la cura dell’endometriosi – ambulatori mercoledì e giovedì.

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