Coronografia e angioplastica

In caso di infarto, la ricanalizzazione del vaso occluso si può ottenere con:

  • trombolitici;
  • mezzi meccanici (angioplastica coronarica);
  • chirurgia (by-pass).

La tecnica preferibile è l’angioplastica: il suo successo è di oltre il 95% dei casi, garantisce maggior rapidità dei trombolitici nel riaprire l’arteria e una minore invasività del by-pass, riservato solo ai casi più gravi.

CORONOGRAFIA

È necessario un breve ricovero di tre giorni. In anestesia locale a livello dell’inguine, si raggiungono con piccoli cateteri il cuore e le coronarie del paziente a digiuno. Si inietta quindi un liquido di contrasto, sostanza che evidenzia le coronarie ed eventuali ostruzioni. Se è confermato un restringimento superiore al 50% (diagnosi di stenosi coronarica significativa), si può procedere al trattamento più appropriato attraverso:

  • terapia medica;
  • angioplastica coronarica (scelta più frequente);
  • intervento  chirurgico  di  by-pass  aortocoronario  (nel  caso  di  lesioni  molteplici,  non  favorevoli  per  l’angioplastica e in pazienti diabetici).

ANGIOPLASTICA CORONARICA

È eseguita nella stessa seduta della coronarografia. L’obbiettivo è aumentare l’ampiezza dell’arteria laddove è ristretta. La procedura consiste in:

  • inserire un piccolo filo guida, sul quale si fa avanzare un catetere con un palloncino in punta fino al punto interessato, osservando il suo percorso ai raggi X (fluoroscopia);
  • gonfiare il palloncino per comprimere la placca contro la parete del vaso sanguigno, incrementare il diametro del vaso e quindi il flusso di sangue. In questa fase si può applicare uno stent (dispositivo metallico generalmente in acciaio, cilindrico e cavo che funge da intelaiatura di supporto al vaso) per ridurre la possibilità di riformazione di un restringimento in quel punto. Lo stent garantisce un lume coronario più ampio, un miglior flusso di sangue ed è perfettamente compatibile con il corpo umano.

Dopo l’intervento il paziente viene ricoverato in Unità coronarica per un breve periodo d’osservazione. Una volta dimesso, si programmano i controlli in ambulatorio per il mese successivo.