Disturbi di Personalità

L’accesso ai diversi trattamenti può seguire due canali principali:

  1. accesso all’ambulatorio filtro per la psicoterapia, diretto da parte della persona interessata, oppure mediato da un professionista interno al Dipartimento di Neuroscienze Cliniche o esterno a esso (compreso il medico di base);
  2. prosecuzione dell’intervento psicologico impostato durante la degenza presso i reparti di Psichiatria del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche: in questo caso, l’invio avviene esclusivamente dietro segnalazione del medico curante di reparto e di un referente del Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia che si avvale della collaborazione di un’équipe dedicata composta da psicologi e da psicoterapeuti. Le équipe e i modelli di intervento sono “tagliati su misura” sulle esigenze dei singoli reparti dell’Area di Neuroscienze Cliniche.

In entrambi i casi, la valutazione della personalità e dei suoi disturbi si articola in tre colloqui:

  • Prima visita e consegna della batteria diagnostica BMVP(AD), strumento che consente di arrivare a una valutazione affidabile e articolata, secondo metodiche standardizzate e validate sia in ambito internazionale che italiano, dei disturbi di personalità e di collegare la diagnosi a un profilo di personalità individualizzato che integra i punti di forza e di difficoltà dell’utente al fine di consentire una diagnosi utile all’intervento.
  • Intervista semistrutturata per la valutazione dei disturbi di personalità e successiva valutazione della batteria diagnostica BMVP(AD).
  • Visita di restituzione sui risultati diagnostici e pianificazione dell’intervento.

I possibili protocolli di intervento sono:

  1. Psicoterapia individuale e/o di gruppo a orientamento psicodinamico (ambulatoriale)
    Questo tipo di trattamento, la cui frequenza è per lo più settimanale e la cui durata è variabile (da pochi mesi a 2-3 anni) è indicata per problematiche della personalità in cui il livello di sofferenza soggettiva e di interferenza con la qualità di vita non sono eccessivi. Vari tipi di difficoltà possono essere presenti (scarsa chiarezza nelle rappresentazioni di sé e negli obiettivi esistenziali, incapacità di mantenere relazioni interpersonali stabili e soddisfacenti, scarsa resa o discontinuità negli studi o nel lavoro, tendenza alla eccessiva dipendenza dagli altri o all’evitamento delle relazioni sociali e del coinvolgimento in situazioni significative, ansia ingiustificata e pervasiva, presenza di sintomi depressivi non gravi), tuttavia la persona riesce a condurre la propria vita in maniera abbastanza continuativa, ma con grande difficoltà, fatica e sofferenza soggettiva.
  2. Dialectical Behavior Therapy (DBT) (ambulatoriale)
    L’approccio dialettico-comportamentale si struttura secondo la proposta teorico-clinica di Marsha M. Lineahn, chiamata Dialectical Behavior Therapy (DBT). DBT è un approccio terapeutico integrato che prevede l’utilizzo di diverse modalità terapeutiche, quali:
    – una o più sedute settimanale individuali, a seconda della necessità e della valutazione del team (incluso il supporto telefonico, da concordare con il terapeuta);
    – una seduta settimanale di skills training in gruppo, finalizzata all’apprendimento di specifiche abilità legate alle caratteristiche centrali del disturbo Borderline di personalità;
    – eventuale supporto farmacologico da parte dello psichiatra.

L’obiettivo principale di questo tipo di trattamento è l’apprendimento di abilità di natura psicosociale volte all’estinzione di comportamenti maladattivi legati all’inefficacia interpersonale, alla disregolazione emotiva, alle difficoltà nel tollerare la sofferenza mentale e alle disfunzioni del sé. L’intervento terapeutico è articolato per pazienti con disturbi di personalità caratterizzati da alti livelli di impulsività e condotte autolesive. Il trattamento base ha la durata di almeno un anno.

Ogni terapeuta DBT è membro della Società Italiana Dialectical Behavior Therapy (SIDBT), l’unica riconosciuta nel nostro paese, e ha appreso il trattamento attraverso un training intensivo condotto da Kathryn Korslund e Marsha Linehan (University of Washington, Seattle), l’ideatrice del metodo e referente per i risultati di efficacia certificati negli studi di ricerca effettuati.

3. Day Hospital: Dialectical Behavior Therapy (DBT)

Il trattamento è analogo rispetto a quello descritto nella sezione dedicata alla Dialectical Behavior Therapy (DBT) individuale (cui si rimanda), e il fatto che venga effettuato in day hospital dipende dalla gravità della situazione clinica, con particolare riferimento alla intensità e frequenza dei comportamenti autolesivi. Essendo l’assetto in day hospital maggiormente strutturato, è particolarmente indicato, ad esempio, per soggetti con rischio parasuicidario (tentativi di suicidio con modalità inadeguate) o suicidario. La durata minima del trattamento è comunque un anno, secondo lo standard della DBT.

4.  Day Hospital: Esperienziale

L’approccio esperienziale prevede interventi di gestione delle difficoltà relazionali, di riconoscimento e trattamento degli agiti e dei comportamenti disfunzionali associati al disturbo (autolesionismo, aggressività, condotte impulsive) e di recupero del funzionamento ottimale dell’individuo attraverso tecniche finalizzate allo sviluppo delle capacità riflessive.

A ogni paziente viene assegnato un terapeuta di riferimento, il quale, oltre a occuparsi dei colloqui di psicoterapia individuale, ha il compito di coordinare i diversi tipi di intervento erogati, al fine di garantire l’aderenza al programma elaborato per il singolo paziente e la coerenza dei suoi contenuti.

Il programma terapeutico è differenziato e individualizzato e, a seconda delle caratteristiche del singolo paziente, prevede:

  •  terapia individuale;
  • gruppo focalizzato sulla crisi;
  • gruppo di tecniche corporee;
  • dinamiche di gruppo;
  • tecniche di attivazione emotiva;
  • metodi attivi.

5.  Systems Training for Emotional Predictability and Problem Solving (STEPPS) (ambulatoriale)

Ottimizzato per il trattamento dei pazienti con Disturbi dell’Umore e Disturbi di Personalità. Il programma ha la finalità di rendere consapevoli i partecipanti, in cui è stato riconosciuta la presenza di un Disturbo dell’Umore (ad esempio, un Disturbo Bipolare), dei loro Disturbi di Personalità e di fornire ad essi le abilità comportamentali (skills) per gestirli; oltre ad avere una sua intrinseca efficacia a un anno di distanza dal trattamento, rappresenta un’utile componente aggiuntiva al trattamento

Staff

Cesare Maffei  –  Primario, medico psichiatra e psicoterapeuta
Andrea Fossati  – Responsabile ambulatorio filtro, responsabile valutazione psicodiagnostica, medico, psicologo clinico e psicoterapeuta
Raffaele Visintini  – Responsabile ambulatorio filtro, medico psichiatra e psicoterapeuta
Laura Vanzulli  – Medico psichiatra e psicoterapeuta

Serena Borroni  – Psicologo clinico e psicoterapeuta
Elena Campanini  – Psicologo clinico e psicoterapeuta
Ilaria Carretta  – Psicologo clinico e psicoterapeuta
Paolo Casati  – Psicologo clinico e psicoterapeuta
Michela Donini  – Psicologo clinico e psicoterapeuta
Marina Fiore  – Psicologo clinico e psicoterapeuta
Salvatore La Viola  –  Psicologo clinico e psicoterapeuta
Sergio Premoli  –  Psicologo clinico e psicoterapeuta
Roberto Vanni  – Psicologo clinico e psicoterapeuta

Roberta Alesiani – Psicologo clinico
Silvia Boccalon – Psicologo clinico
Naima Coppolino  – Psicologo clinico
Cinzia Facchi  – Psicologo clinico
Nicolò Gaj  – Psicologo clinico
Laura Emanuela Giarolli  – Psicologo clinico
Alessandro Pieri  – Psicologo clinico
Martina Testa  – Psicologo clinico
Daniele Villa  – Psicologo clinico