Aritmie ventricolari

Le tachicardie ventricolari (extrasistoli ventricolari, tachicardia ventricolare e fibrillazione ventricolare) sono ritmi accelerati del cuore con origine nelle camere ventricolari. L’U.O. di Aritmologia ed Elettrofisiologia Cardiaca è un centro all’avanguardia in Italia e in Europa per il trattamento di queste particolari aritmie, anche nel contesto di varie ulteriori cardiopatie: in particolar modo nella cardiopatia ischemica e nella cardiopatia dilatativa idiopatica. Da una lunga esperienza maturata nelle tecniche chirurgiche di mappaggio e ablazione delle tachicardie ventricolari, lo staff ha sviluppato strategie innovative che consentono di:
  • identificare le zone elettricamente “malate” e responsabili delle aritmie ventricolari;
  • isolare tali zone in modo da interrompere le tachicardie;
  • prevenire ulteriori episodi aritmici mediante l’ablazione di aree di tessuto che rischiano di sviluppare nuove aritmie.

Le aritmie complesse, come le tachicardie ventricolari, spesso non sono eliminabili tramite l’ablazione tradizionale, ovvero “dall’interno” delle cavità cardiache, poiché i circuiti che le causano attraversano la parete muscolare e si localizzano sulla superficie “esterna” del cuore (epicardio). L’evoluzione delle tecniche elettrofisiologiche ha condotto negli ultimi anni allo sviluppo di una tecnica – la puntura pericardica – in grado di garantire l’accesso all’epicardio. Il nostro team opera quotidianamente le procedure di mappaggio e ablazione epicardiche per il trattamento delle tachicardie ventricolari e delle aritmie non controllabili mediante l’ablazione tradizionale, mettendo quindi in atto l’approccio curativo più innovativo oggi.

Trattamento avanzato del paziente con tachicardia ventricolare

La tachicardia ventricolare può in certi pazienti richiedere un intervento tempestivo e un’assistenza intensiva. Il modello procedurale per il trattamento avanzato del paziente con tachicardia ventricolare prevede un numero di telefono attivo 24/24 ore: il paziente viene accolto e in prima analisi sottoposto alla stratificazione del rischio aritmico e clinico. Grazie all’analisi dello status emodinamico e aritmico, il paziente viene inquadrato come paziente a elevato, medio o basso rischio. Si procede quindi alla discussione congiunta del caso con gli specialisti cardiochirurghi e anestesisti-rianimatori e si decide di comune accordo sulla destinazione del ricovero in ospedale, sulla necessità e il tipo di stabilizzazione emodinamica (può essere previsto l’utilizzo del contro pulsatore esterno del sistema di ossigenazione corporea), sulla necessità di tecniche di tutela del circolo cerebrale (ossimetria cerebrale), sul percorso diagnostico preprocedurale e sulla priorità all’ablazione (in emergenza, dopo stabilizzazione clinica o in elezione).

All’interno della U.O. di Aritmologia ed Elettrofisiologia Cardiaca, otto letti sono dedicati allo specifico trattamento di questi pazienti:

  • guardia aritmologica disponibile 24/24;
  • monitoraggio telemetrico continuo con ECG a dodici derivazioni;
  • monitoraggio invasivo della pressione arteriosa;
  • ambulatorio dedicato al follow-up;
  • personale infermieristico specificamente formato.

Prima della dimissione, i pazienti vengono indirizzati all’ambulatorio dedicato al follow up – un’opzione che si affianca e collabora con lo specialista cardiologo extraospedaliero di riferimento. La criticità di questi pazienti, spesso soggetti a scompenso cardiaco anche grave, è sostenuta anche grazie all’interazione con l’ambulatorio dello scompenso cardiaco in cui vengono discussi i casi collegialmente con cardiologi, anestesisti-rianimatori e cardiochirurghi, per la precoce individuazione della necessità di tecniche chirurgiche per il trattamento dello scompenso (impianto di VAD, trapianto cardiaco).

In questo modello si mettono quindi al servizio del paziente una valutazione preliminare e un supporto integrato intra, peri e postprocedurale tramite un criterio multidisciplinare che garantisce le competenze più specifiche riguardo i molteplici aspetti che caratterizzano disturbi così complessi.