Neuroimaging quantitativo

Unità INSPE
Massimo Filippi, Capo Unità

filippi.massimo@hsr.it

Fin dall’inizio della sua attività, il Centro Analisi Biosegnali ha concentrato la sua attenzione sullo studio della sclerosi multipla (SM), una malattia diffusa e altamente invalidante, che colpisce giovani adulti. In questo contesto, la risonanza magnetica (RM) costituisce la tecnica principale per giungere a una diagnosi precoce e per comprendere la storia naturale della malattia. Presso il CAB, i dati RM di tipo convenzionale o derivati da tecniche quantitative non convenzionali vengono analizzati allo scopo di comprendere meglio i meccanismi fisiopatologici sottesi allo sviluppo della disabilità locomotoria e di declino cognitivo in pazienti con SM e per valutare l’efficacia di nuove terapie sperimentali che via via si stanno rendendo disponibili. Quest’ultima attività di ricerca, nel corso degli anni, si è concretizzata nella coordinazione di vari trial clinici multicentrici, alcuni dei quali hanno fornito un contributo essenziale per l’approvazione di nuove terapie per la SM, come il Copolimero 1, e per lo sviluppo di nuove molecole quali il Laquinimod.
Grazie a quanto appreso sullo studio della SM e all’utilizzo di tecniche di neuroimmagini sempre più sofisticate, il CAB ha in seguito iniziato a occuparsi anche dei correlati morfologici e funzionali di patologie frequenti la cui eziologia è ancora in via di definizione, come l’emicrania. Dallo studio sull’emicrania, il CAB è riuscito a far emergere ipotesi fisiopatologiche che hanno aperto nuove strade percorribili sia negli sviluppi di ricerca che nella pratica clinica.
Il CAB è anche coinvolto in diversi progetti di ricerca aventi il fine di indagare i meccanismi strutturali e funzionali sottostanti il decadimento cognitivo e la progressiva disabilità in diverse malattie neurodegenerative che hanno maggiore incidenza nella popolazione adulta e anziana. Lo scopo principale di questo filone di ricerca è quello di identificare marcatori di neuroimaging in grado di segnalare precocemente la presenza, e monitorare la progressione in vivo, di condizioni come la malattia di Alzheimer, le sindromi da degenerazione lobare frontotemporale, le forme meno tipiche di demenza, le condizioni di decadimento cognitivo lieve a rischio di sviluppare demenza, la malattia di Parkinson, i parkinsonismi atipici e la sclerosi laterale amiotrofica. A questo scopo, l’utilizzo della combinazione di tecniche di RM convenzionali e non convenzionali si è dimostrata essere l’approccio più efficace per avere un quadro più chiaro dei meccanismi fisiopatologici sottostanti tali patologie.
Inoltre, il CAB ha studiato i meccanismi strutturali e funzionali in popolazioni sane giovani e adulte. Questa parte di ricerca si è resa fondamentale per capire i meccanismi fisiologici che normalmente sottendono la motricità, le funzioni cognitive e i processi comportamentali ed emotivi affinché sia più chiara la natura del malfunzionamento di tali meccanismi nella patologia neurologica.

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