Nuove prospettive per il trattamento dell’incontinenza urinaria

Individuato sulla vescica l’enzima responsabile della degradazione degli endocannabinoidi.

Milano, 17 ottobre 2011 – I ricercatori di URI-Urological Research Institute del San Raffaele di Milano, guidati dai Professori Petter Hedlund e Francesco Montorsi, in collaborazione con studiosi dell’Università di Monaco (Germania) e Linkoping (Svezia), hanno dimostrato, in uno studio pubblicato sulla principale rivista scientifica internazionale del settore urologico, European Urology, che l’enzima regolatore del metabolismo dei cannabinoidi prodotti dall’organismo umano (i cosiddetti “endocannabinoidi”) è espresso dalla vescica umana femminile e di modelli murini femmina.

Dallo studio dei ricercatori del San Raffaele emerge che dall’inibizione dell’enzima regolatore degli endocannabinoidi si ottengono gli effetti terapeutici desiderati con una minimizzazione degli effetti collaterali a livello del sistema nervoso centrale rispetto a una somministrazione esogena di cannabinoidi, cioè la somministrazione attiva di un farmaco il quale potrebbe dare effetti psicotropi. L’approccio dei ricercatori è bloccare l’enzima che degrada gli endocannabinoidi per aumentarne la concentrazione locale ottenendo un effetto terapeutico.

La ricerca di URI ha dimostrato che l’enzima FAAH (Fatty Acid Amide Hydrolase), il responsabile della degradazione degli endocannabinoidi (ovvero del metabolismo dei cannabinoidi prodotti dall’organismo) si esprime sia nella vescica umana sia nella vescica di modelli murini. I ricercatori di URI hanno scoperto che bloccando l’azione di questo enzima si riesce a modificare la funzione urinaria, ottenendo in modelli animali d’incontinenza un importante risultato terapeutico senza gli effetti collaterali a livello del sistema nervoso centrale.

É noto da tempo che alcuni pazienti, in particolare coloro che soffrono anche di sclerosi multipla, riferiscono un miglioramento dei sintomi d’incontinenza dopo l’utilizzo di marijuana, una particolare forma di “cannabis”.
L’organismo animale e umano produce autonomamente molecole simili ai cannabinoidi in grado di legarsi ai recettori e modulare la risposta biologica. Il ruolo di queste sostanze endogene (definite appunto, endocannabinoidi) è fonte di numerosissimi studi soprattutto nel campo della modulazione del dolore e della risposta infiammatoria.

L’incontinenza urinaria interessa milioni di donne in tutto il mondo con un impatto drammatico sulla loro qualità della vita. In Italia si stima che circa il 13% della popolazione di sesso femminile ne soffra e che essa aumenti di frequenza con l’aumentare dell’età: ne sono affette più del 20% delle donne dopo i 60 anni e circa il 7% delle donne sotto i 30 anni.
In queste pazienti, molto spesso si riscontra un quadro di cosiddetta “vescica iperattiva” che causa stimoli urinari improvvisi e non controllabili con conseguente perdita delle urine.

Afferma il Prof. Francesco Montorsi, coordinatore dello studio e professore di Urologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele: “Il risultato della nostra ricerca, sebbene ancora preliminare, apre la strada allo sviluppo di farmaci che, inibendo l’azione dell’enzima, potranno aiutare tante pazienti a vincere l’incontinenza urinaria e a recuperare una buona qualità di vita. E’ un risultato ancora più importante per noi ricercatori del San Raffaele di Milano perché testimonia che il lavoro per i pazienti procede con il massimo impegno ed ottenendo risultati di primissimo livello.”

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Expression of Fatty Acid Amide Hydrolase (FAAH) in Human, Mouse, and Rat Urinary Bladder and Effects of FAAH Inhibition on Bladder Function in Awake Rats.
European Urology, 12 september 2011

Frank Strittmatter a,b,y, Giorgio Gandaglia c,y, Fabio Benigni c,*, Arianna Bettiga c, Patrizio Rigatti c, Francesco Montorsi c, Christian Gratzke a, Christian Stief a, Giorgia Colciago c, Petter Hedlund c,d

a Department of Urology, Munich University, Munich, Germany;
b Department of Clinical and Experimental Pharmacology, Lund, Sweden;
c Urological Research Institute, San Raffaele University, Milan, Italy;
d Department of Clinical Pharmacology, Linko¨ping, Sweden