Adenocarcinoma del pancreas

Il numero di casi di questo tumore nei Paesi occidentali è in continuo aumento: in Italia più di 10.000 persone si ammalano ogni anno di questa malattia. Questo aumento di frequenza è in relazione a due fattori: 1. la maggiore longevità della popolazione generale, dato che questo tumore colpisce con maggiore frequenza le persone anziane; 2. il miglioramento delle tecniche diagnostiche, che permette di “trovare” un tumore del pancreas con maggiore frequenza rispetto al passato. I maschi ne sono affetti in maniera lievemente superiore rispetto alle femmine.
L’adenocarcinoma del pancreas è un tumore aggressivo, che spesso, al momento della diagnosi, è a uno stadio avanzato, tale da non permettere la sua asportazione chirurgica.

Sintomi

La diagnosi di questo tumore è spesso tardiva dato che i sintomi sono vaghi e non caratteristici di questa malattia. Il quadro clinico può essere caratterizzato da:

  • vaghi dolori alla parte superiore dell’addome, o al dorso;
  • inappetenza;
  • perdita di peso;
  • ittero, cioè la comparsa di un colorito giallo della pelle e degli occhi;
  • diabete.

Diagnosi

  • Tra gli esami di laboratorio è utile il dosaggio dei marcatori tumorali, in particolare del CA 19-9 che è aumentato in presenza del tumore.
  • Le indagini strumentali consistono in ecografia, TAC e/o RM ed ecoendoscopia, che hanno lo scopo di identificare la presenza del tumore, i rapporti con le strutture circostanti (e quindi la operabilità) ed escludere la presenza di metastasi in altri organi (in particolare, il fegato).

Terapia

Se il tumore è localizzato al pancreas e non infiltra le strutture vascolari circostanti, la terapia è l’asportazione chirurgica, ma purtroppo ciò è possibile in meno della metà dei casi. A volte può essere indicato un trattamento di chemioterapia e/o radioterapia prima dell’intervento, con l’obiettivo di rimpicciolire il tumore e migliorare la radicalità dell’operazione. Gli interventi che possono essere indicati sono la duodenocefalopancreasectomia, la pancreasectomia distale o, raramente, la pancreasectomia totale. Quando la chirurgia non è indicata, si può effettuare un trattamento di chemioterapia e/o radioterapia. In generale l’adenocarcinoma del pancreas è un tumore piuttosto resistente a questi trattamenti, ma nel nostro Istituto sono stati messi a punto specifici schemi di chemioterapia che hanno permesso di migliorare i risultati del trattamento standard, sia in termini di efficacia che di tollerabilità. Qualora non sia possibile l’asportazione chirurgica e il tumore determini sintomi (come ittero ostruttivo o stenosi duodenale), questi andranno risolti con il posizionamento di protesi per via endoscopica oppure con un intervento chirurgico di epaticodigiunostomia e/o gastrodigiunostomia .
Anche quando il tumore viene asportato completamente, purtroppo c’è la possibilità che possa ricomparire a distanza di tempo, perché l’adenocarcinoma del pancreas ha la possibilità di far scappare cellule tumorali dalla sede primitiva anche in fasi precoci, anche quando il tumore è di piccole dimensioni. Per questo, il trattamento va completato con una chemioterapia e una radioterapia postoperatoria (adiuvante), da cominciare dopo 1-2 mesi dall’intervento.

 

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