Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget)

Terapia Genica con cellule staminali ematopoietiche per la Sindrome di Wiskott-Aldrich

PI: Alessandro Aiuti, Maria Grazia Roncarolo, Co-PI: Fabio Ciceri

La sindrome di Wiskott-Aldrich (WAS) è una rara immunodeficienza di origine genetica che colpisce i bambini maschi e si manifesta fin dall’infanzia con eczema ed infezioni ricorrenti che non si risolvono. I pazienti affetti hanno inoltre un numero ridotto di piastrine, più piccole del normale, per cui tendono ad avere frequenti problemi di sanguinamento, con emorragie che possono essere anche fatali. Infine, questi bambini hanno un rischio aumentato di sviluppare malattie autoimmuni e tumori. La prevalenza della malattia è stimata essere di 1 caso ogni milione di persone.

Alla base delle sue manifestazioni c’è un difetto nel gene WAS, che codifica per la proteina WASp, una molecola presente nelle cellule del sangue. La carenza di WASp causa alterazioni nella struttura e nel funzionamento delle cellule del sistema immunitario e delle piastrine. I sintomi della malattia si possono controllare in parte attraverso la somministrazione di immunoglobuline o con farmaci steroidei e l’asportazione della milza, che aumentano però molto il rischio di infezioni. Fino a oggi, l’unica terapia risolutiva era il trapianto di midollo osseo, ma in assenza di un donatore compatibile i rischi legati alla procedura sono elevati.

La terapia genica con cellule staminali autologhe, geneticamente corrette, potrebbe rappresentare un approccio alternativo, potenzialmente applicabile in tutti i pazienti. Abbiamo sviluppato e testato un vettore lentivirale codificante per il gene WAS umano, sotto il controllo del promotore WAS omologo di 1.6 kb. Gli studi preclinici hanno mostrato che il trasferimento del gene WAS mediante è sicuro ed efficiente, e in grado di ripristinare l’espressione di WASp e di correggere il fenotipo della malattia. In base a questi dati preclinici, abbiamo disegnato un protocollo clinico di fase I/II basato sull’infusione di cellule CD34+ autologhe trasdotte e su di un condizionamento ad intensità ridotta con anticorpo monoclonale anti-CD20, busulfano e fludarabina. Questo regime è disegnato per conferire un vantaggio alle cellule ingegnerizzate corrette e per eliminare cellule potenzialmente autoreattive, con minore tossicità per il paziente rispetto agli attuali regimi di condizionamento utilizzati nel trapianto allogenico.

L’arruolamento dei pazienti è basato sulla severità della malattia e l’assenza di donatori HLA-compatibili adatti. Il protocollo clinico ha lo scopo di studiare: (1) la sicurezza della procedura e dell’utilizzo di vettori lentivirali; (2) l’attecchimento ed il differenziamento a lungo termine in vivo delle cellule ingegnerizzate; (3) l’espressione di WASp derivata dal vettore nelle linee cellulari ematopoietiche; (4) la capacità delle cellule trasdotte di ripristinare la funzionalità del sistema immunitario e di aumentare la conta piastrinica. I pazienti trattati saranno seguiti per 3 anni e successivamente monitorati per ulteriori 5 anni per la valutazione della sicurezza a lungo termine.

Dal giugno 2010, sei pazienti affetti da WAS sono stati trattati con il protocollo sperimentale. I primi risultati indicano che il processo di ingegnerizzazione dei progenitori clonogenici è stato molto efficiente e non è stata osservata alcuna tossicità. Tutti i pazienti mostrano un attecchimento adeguato delle cellule geneticamente corrette e l’espressione di WASp è stata evidenziata nelle diverse linee, con miglioramento della funzionalità delle cellule T e NK dopo la terapia genica. Le analisi d’integrazione del vettore hanno confermato la capacità delle cellule staminali ematopoietiche di dare origine alle diverse cellule del sangue e non hanno mostrato evidenza di espansioni clonali. I pazienti sono in buone condizioni cliniche, non necessitano di trasfusioni piastriniche e non presentano più eczema. Il follow up attualmente in corso permetterà di valutare e stabilire la sicurezza a lungo termine e l’efficacia clinica della terapia genica con vettore lentivirale per la Sindrome di Wiskott-Aldrich.

ClinicalTrials.gov: NCT01515462

Articolo: Lentiviral Hematopoietic Stem Cell Gene Therapy in Patients with Wiskott-Aldrich Syndrome, pubblicato online 11 luglio 2013; Science DOI: 10.1126/science.1233151

 

Pubblicazioni selezionate

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