Ubaldo Del Carro

Disordini del movimento

Unità INSPE
Ubaldo Del Carro, Group Leader Clinico

delcarro.ubaldo@hsr.it


L’Unità Disturbi del Movimento raccoglie gruppi di lavoro nati e sviluppatisi in ambiti clinici diversi ma che si sono trovati a condividere sempre più spesso percorsi comuni in relazione all’ampliarsi delle conoscenze su meccanismi fisiopatologici che sottendono a comuni approcci diagnostici e terapeutici per entità nosografiche di origini e presentazioni diverse. Nella nostra Unità pertanto si trovano raggruppate competenze orientate all’approccio di patologie caratterizzate da overflow dell’output motorio piuttosto che da una riduzione o più genericamente alterazione del pattern motorio, con il preciso obiettivo di caratterizzarle dal punto di vista diagnostico, meglio comprenderne i meccanismi patogenetici e verificare l’efficacia di nuovi approcci terapeutici, farmacologico o non. La malattia di Parkinson e le sindromi associate, le distonie, la spasticità, le sindromi crampiformi e quelli con spasmi muscolari rappresentano solo i nomi più comuni. Sperimentazioni cliniche sull’efficacia terapeutica di trattamenti di neuromodulazione/neuro stimolazione, quali la stimolazione cerebrale profonda per le patologie del sistema nervoso centrale ad espressione più generalizzate, e protocolli di verifica sull’efficacia clinica di trattamenti farmacologici con tossina botulinica sono un esempio dei lavori in corso. L’Unità si occupa inoltre degli studi neurofisiologici sulla modificazione dell’eccitabilità corticale e di altri sistemi neuronali in varie condizioni patologiche, come lo studio dei meccanismi implicati nella soppressione esterocettiva di pattern motori nella distonia (l’equivalente del ‘geste antagoniste) mediante metodiche di stimolazione magnetica transcranica o lo studio della ‘sensory afferent inhibition’. Particolare rilevanza assume inoltre la sperimentazioni su modelli animali di varie patologie genetiche e acquisite, volta ad offrire uno strumento di validazione funzionale in vivo di nuovi protocolli terapeutici sperimentali. Questa attività rappresenta, oltre che un rilevante contributo per la produzione scientifica dell’Unità, un tentativo di sostenere la ricerca traslazionale.