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Simone Cenci

Malattie dell'invecchiamento

cenci.simone@hsr.it

La nostra ricerca si occupa principalmente della biologia cellulare delle plasmacellule normali e neoplastiche, con implicazioni per la risposta anticorpale ed il mieloma multiplo (2% di tutte le morti per cancro). Intendiamo capire come le cellule affrontano lo stress proteotossico per identificare nuovi bersagli contro i tumori delle plasmacellule. Un forte retroterra in biologia delle cellule ossee e modelli animali di osteoporosi, assieme a un filone di ricerca attivo sul differenziamento degli osteoclasti, gli elementi che riassorbono la matrice ossea, fornisce l’esperienza ed i modelli per studiare osteoporosi e relazione tra tumori ed ambiente osseo.

Attivita’ di Ricerca

Il nostro Gruppo studia la biologia di base delle plasmacellule (PC) normali e maligne e degli osteoclasti (OC), con implicazioni per la risposta anticorpale, il mieloma multiplo (MM, 2% di tutte le morti per cancro), e l’osteoporosi (tra le malattie legate all’invecchiamento con il più alto impatto su morbidità, mortalità e disabilità).
La nostra scoperta che durante il proprio differenziamento le PC perdono attività proteasomale e soffrono di stress proteotossico (Cenci et al, 2006) ci ha fornito un eccellente modello biologico sulla relazione tra sintesi proteica e morte cellulare, con fondamentali implicazioni immunologiche ed oncologiche, come la possibilità di sfruttare gli inibitori del proteasoma come immunosoppressori umorali (Cascio et al, 2008). Capacità proteasomale e carico di lavoro degradativo sono determinanti della suscettibilità del MM ai farmaci inibitori del proteasoma, il che fornisce nuovi potenziali bersagli terapeutici ed indicatori prognostici (Bianchi et al, 2009). La nostra attività di ricerca mira a: capire come le PC gestiscono lo stress ed il carico proteasomale; studiare i meccanismi ignoti che regolano la biogenesi del proteasoma dei mammiferi; sfruttare lo stress proteo tossico e vie degradative alternative (autofagia) per identificare nuovi bersagli contro i tumori delle PC (MM ed amiloidosi).
In parallelo, studi in vivo sui meccanismi molecolari di differenziamento degli OC, elementi altamente specializzati che riassorbono la matrice ossea, rivelano nuovi legami tra immunità adattativa e biologia ossea, di potenziale valore terapeutico contro l’osteoporosi (Cenci et al, PNAS 2003; Benasciutti et al, dati non pubblicati), utili per comprendere l’interazione tra tumori ed ambiente osseo.

Allegato

Legenda A:
L’osteoporosi, causa fondamentale di disabilità e mortalità, è causata dall’eccessivo riassorbimento osseo da perte degli osteoclasti, sincizi specializzati che si possono differenziare e studiare ex vivo ed in vivo. Sopra: uno strato di osteoclasti generati in vitro. Sotto: la caratteristica architettura trabecolare di una tibia prossimale di topo.

Legenda B:
La degradazione proteica rappresenta un pesante carico di lavoro ed un bersaglio terapeutico per le cellule di Mieloma Multiplo. Sopra: proteine poliubiquitinate (in verde) si accumulano in cellule di mieloma primarie marcate da catene di immunoglobuline (in rosso). Sotto: il modello carico-capacità: la particolare sensibilità di certi mielomi agli inibitori del proteasoma coincide con una combinazione di elevato contenuto di proteasomi e basso carico di lavoro per gli stessi (Bianchi et al, Blood 2009).

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