Dai lipidi una nuova via per combattere le leucemie

Grazie ad un finanziamento AIRC la scoperta dei ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele disegna una nuova strategia per potenziare la difesa immunitaria contro le leucemie

Milano, 1 luglio 2014Anche con i lipidi si possono combattere i tumori del sangue: è questa la scoperta dei ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, in collaborazione con l’Università di Basilea. Fra gli autori dello studio, Paolo Dellabona, direttore della Divisione di Immunologia Trapianti e Malattie Infettive, Giulia Casorati, responsabile dell’Unità Immunologia Sperimentale, entrambi dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. I risultati sono pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Experimental Medicine. La ricerca, condotta grazie ai fondi stanziati da AIRC, ha individuato una nuova classe di antigeni tumorali costituiti da lipidi per combattere le leucemie.

I linfociti T, un particolare tipo di globuli bianchi, fanno parte della nostra “squadra di protezione” ed entrano in gioco quando siamo attaccati da un tumore. Queste cellule del sistema immunitario possono infatti controllare la crescita della malattia dal momento che riconoscono gli antigeni tumorali che si generano quando le cellule si trasformano da normali a malate. Quando la risposta immunitaria è insufficiente a contenere la crescita, il tumore sfugge al controllo.

La chemioterapia e il trapianto di midollo osseo sono, al momento, le armi a disposizione per combattere i tumori del sangue. Nonostante questi trattamenti, è possibile che le cellule leucemiche non rispondano alla terapia ed inizino a diffondersi nuovamente.

Finora si conoscevano solo antigeni tumorali di natura proteica. Questo studio identifica, all’interno delle cellule leucemiche, una nuova categoria di antigeni tumorali costituiti da lipidi che vengono riconosciuti dai linfociti T quando sono associati ad un recettore, chiamato CD1c.

Le molecole CD1c sono presenti in un’alta percentuale di leucemie, diventando pertanto un bersaglio per i linfociti T specifici per antigeni lipidici. La ricerca introduce un nuovo concetto nell’immunologia dei tumori, fondamentale per i futuri sviluppi delle terapie: non solo le proteine, ma anche i lipidi espressi da cellule tumorali possono essere riconosciuti dal sistema immunitario, scatenando risposte protettive contro i tumori stessi. La scoperta sarà brevettata insieme all’Università di Basilea.

I ricercatori hanno fatto un ulteriore passo avanti per dimostrare che è possibile sfruttare questa nuova via di riconoscimento delle cellule leucemiche da parte del sistema immunitario per combattere le leucemie: utilizzando il trasferimento genico, hanno “armato” dei linfociti T normali con i recettori specifici per gli antigeni lipidici presenti sulla leucemia, rendendoli in questo modo capaci di riconoscere ed attaccare il tumore.

Afferma Paolo Dellabona: “I risultati dimostrano che questo tipo di riconoscimento immunologico è in grado di controllare la progressione leucemica negli animali di laboratorio. Si può ipotizzare che ciò avvenga anche nell’uomo. Il nostro studio apre la strada a possibili trattamenti che, insieme all’attuale immunoterapia delle leucemie, potrebbero contribuire alla miglior prevenzione delle ricadute in pazienti sottoposti a trapianto di midollo”.

Conclude Giulia Casorati: “L’obiettivo è riuscire a progettare nuove strategie di immunoterapia in pazienti leucemici, bersagliando in modo selettivo le cellule tumorali grazie ai linfociti T che riconoscono gli antigeni lipidici da noi identificati. Il passo successivo sarà verificare attraverso studi preclinici estremamente rigorosi l’efficacia e la sicurezza di questa terapia.”

Lo studio è stato possibile grazie a finanziamenti da parte dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro AIRC e dalla Association for International Cancer Research.

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A novel self-lipid antigen targets human T cells against CD1c+ leukemias
Journal of Experimental Medicine, 20 june 2014

Marco Lepore,1,4 Claudia de Lalla,4 S. Ramanjaneyulu Gundimeda,1 Heiko Gsellinger,2 Michela Consonni,4 Claudio Garavaglia,4 Sebastiano Sansano,1 Francesco Piccolo,4 Andrea Scelfo,4 Daniel Häussinger,2 Daniela Montagna,7 Franco Locatelli,8 Chiara Bonini,5 Attilio Bondanza,5  Alessandra Forcina,6 Zhiyuan Li,9 Guanghui Ni,9 Fabio Ciceri,6 Paul Jenö,3 Chengfeng Xia,9 Lucia Mori,1,10 Paolo Dellabona,4 Giulia Casorati,4 and Gennaro De Libero1,10

  1.  Experimental Immunology, Department of Biomedicine, University Hospital Basel.
  2. Nuclear Magnetic Resonance Laboratory,Department of Chemistry; University of Basel, 4056 Basel, Switzerland.
  3. Department of Biochemistry, Biozentrum; University of Basel, 4056 Basel, Switzerland.
  4. Experimental Immunology Unit, Division of Immunology, Transplantation, and Infectious Diseases, San Raffaele Scientific Institute, 20132 Milan, Italy.
  5. Experimental Hematology Unit, San Raffaele Scientific Institute, 20132 Milan, Italy.
  6. Bone Marrow Transplantation Unit, San Raffaele Scientific Institute, 20132 Milan, Italy.
  7. Laboratorio di Immunologia, Dipartimento di Pediatria, Università di Pavia and Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo,27100 Pavia, Italy.
  8. Department of Pediatric Hematology-Oncology, IRCCS Bambino Gesù Hospital, 00165 Rome, Italy.
  9. State Key Laboratory of Phytochemistry and Plant Resources in West China, Kunming Institute of Botany, Chinese Academy of Sciences, Kunming 650201, China.
  10. Singapore Immunology Network (SIgN), Agency for Science, Technology, and Research, Singapore.

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