Allattamento al seno

Il latte materno rappresenta il metodo di alimentazione più indicato per il neonato, sia per il legame psico-affettivo tra madre e bambino sia perché fornisce tutti i nutrienti di cui ha bisogno nella prima fase di vita. Fin dalle sue prime ore, poche gocce di colostro contengono già tutto ciò di cui lui ha bisogno sia per il suo nutrimento sia per le sue difese immunitarie.

Il latte materno è fatto apposta per il bambino e, per meglio adeguarsi alle necessità di crescita del neonato, non ha mai la stessa composizione: infatti cambia sia durante la poppata che nell’arco del tempo, seguendo il fabbisogno del bambino nel suo sviluppo. Allattare vuol dire proteggere il bambino dagli agenti patogeni dell’ambiente nei primi giorni di vita e poi dalle infezioni, grazie agli anticorpi che passano attraverso il latte. Ma non solo: il latte materno è importante anche nella prevenzione dalle patologie alimentari.

L’allattamento materno è sicuro, sano e sostenibile ed è un diritto sia della mamma che del bambino. Molto raramente ci possono essere controindicazioni all’allattamento e quasi tutte le mamme, adeguatamente sostenute, sono in grado di allattare al seno i propri bambini, ma, se per qualsiasi ragione questo non dovesse succedere, l’affetto e l’accudimento accompagneranno comunque il bambino alla nutrizione con latte di formula, confezionato secondo rigorosi standard qualitativi. Ma come ogni prodotto artificiale è imperfetto ed è importante conoscerlo per usarlo in modo appropriato. In ogni caso, prima di ricorrere al latte in polvere è importante sapere quali possono essere gli ostacoli che impediscono l’allattamento materno. Allattare il proprio bambino significa anche creare con lui un legame speciale, di amore. In questa relazione è fondamentale anche il ruolo del papà, che deve incoraggiare e proteggere la pratica dell’allattamento per il benessere di madre, bambino e di tutta la famiglia.

 

Il cammino verso il Baby Friendly Hospital  (BFHI)

La promozione dell’allattamento materno è considerata da tempo una priorità di salute pubblica, tale da essere espressamente indicato dall’UNICEF come un diritto nell’art 24 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Nel 1990, OMS e UNICEF hanno lanciato una campagna mondiale per la promozione dell’allattamento al seno, volta a invertire la tendenza all’uso dei sostituti del latte materno e a sostenere gli sforzi mirati alla corretta nutrizione dei bambini.
Nel 1992 è nata la Baby Friendly Hospital Initiative – BFHI (Iniziativa Ospedali amici dei bambini) volta a incoraggiare le buone pratiche per la promozione dell’allattamento materno e ad aiutare i servizi sanitari a migliorare le pratiche assistenziali, rendendo protagonisti i genitori e sostenendoli nelle scelte per l’alimentazione e la cura dei propri bambini.
L’impegno ad effettuare il percorso richiede una formazione specifica in tema di allattamento a tutto il personale, al fine di ottenere un miglioramento delle pratiche assistenziali riducendo quelle non basate sulle prove di efficacia e favorendo una mentalità che pone al centro della propria assistenza la coppia madre-bambino, il padre, la famiglia, nel segno della concreta applicazione dei diritti dell’infanzia promossi dall’UNICEF.

Quando un ospedale è definito Ospedale Amico del Bambino?

  1. Quando promuove l’allattamento al seno implementando i “10 passi OMS -UNICEF”.
  2. Quando protegge l’allattamento al seno rispettando il “Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei succedanei del latte materno” (OMS, Ginevra maggio 1981), che promuove e protegge l’allattamento materno, assicurando nel contempo l’uso appropriato dei succedanei del latte materno, qualora necessari.
  3. Quando fornisce un’alimentazione e un’assistenza ottimali anche a chi non allatta al seno.

L’Ospedale San Raffaele ha assunto il formale impegno di seguire le procedure di riconoscimento e ha delineato con l’ASL MILANO un percorso integrato di intenti che si basa sull’applicazione dei 10 passi dell’Iniziativa OMS-UNICEF Ospedale Amico dei Bambini e degli Standard delle Buone Pratiche per gli Ospedali di UNICEF Italia. Tale attività assume una connotazione particolarmente rilevante nel territorio di ASL di Milano, riconosciuta da UNICEF Italia come prima comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento materno in Italia.

Di seguito il decalogo redatto da UNICEF e OMS, cioè le misure che ogni struttura sanitaria deve dimostrare di rispettare prima di poter essere riconosciuta “Ospedale Amico dei Bambini”:

  1. Definire un protocollo scritto per l’allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario.
  2. Preparare tutto il personale sanitario per attuare compiutamente questo protocollo.
  3. Informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell’allattamento al seno.
  4. Mettere i neonati in contatto pelle a pelle con la madre immediatamente dopo la nascita per almeno un ora e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato sarà pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario.
  5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati.
  6. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su precisa prescrizione medica.
  7. Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre (rooming-in), in modo che trascorrano insieme ventiquattr’ore su ventiquattro durante la permanenza in ospedale.
  8. Incoraggiare l’allattamento al seno a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento.
  9. Non dare tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo dell’allattamento.
  10. Promuovere la collaborazione tra il personale della struttura, il territorio, i gruppi di sostegno e la comunità locale per creare reti di sostegno a cui indirizzare le madri alla dimissione dall’ospedale.

Una volta intrapreso il percorso e raggiunti tutti gli standard richiesti, una accurata visita di valutazione sancirà il riconoscimento di Ospedale Amico dei Bambini: un titolo che premia lo sforzo intrapreso e che impegna la struttura a un continuo miglioramento e aggiornamento nel tempo. Il processo di valutazione da parte dell’UNICEF prevede 3 fasi. Il giorno 8 marzo 2013 l’OSR ha superato la Visita di Valutazione di Fase1 da parte dei valutatori UNICEF-BFHI. Attualmente si stanno pianificando le azioni per la richiesta di Valutazione di Fase 2.

 

Baby Pit Stop

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF raccomandano di creare ambienti accoglienti per favorire l’allattamento materno al fine di mettere le madri in condizione di allattare i propri bambini quando lo richiedono. A questo scopo nasce Il Baby Pit Stop che prende il nome dall’operazione del “cambio gomme e pieno di benzina” che viene effettuata durante le gare automobilistiche di Formula Uno. Si tratta di uno spazio per favorire e consentire l’allattamento alla donna che si trova fuori casa col proprio bambino e le azioni effettuate sono il cambio del pannolino e il “pieno” di latte materno che non ha orari fissi, né un numero definito di poppate nell’arco della giornata.

L’Ospedale San Raffaele, presa conoscenza dei contenuti e degli obiettivi dell’iniziativa “baby pit stop Milano” ha effettuato una richiesta formale all’Unicef e ha ottenuto il riconoscimento dell’area all’interno dell’ospedale. Lo spazio identificato è situato al piano 0 del settore Q accanto alla sala d’aspetto dell’ambulatorio di pediatria, dove madri e bambini saranno benvenuti e dove saranno garantiti accoglienza e discrezione. È possibile fermarsi per la poppata e/o per il cambio del pannolino e trovare opuscoli informativi relativi all’allattamento materno dell’ASL di Milano e dell’UNICEF.

 

Attività di collaborazione con ASL-Regione Lombardia

L’Ospedale San Raffaele, dal 2011, attraverso la fattiva collaborazione di medici, coordinatori ostetriche e la psicologa, partecipa al PERCORSO NASCITA INTERAZIENDALE con ASL MILANO, che si pone l’obiettivo di promozione della salute secondo gli stili OMS/UNICEF, cioè la promozione di stili di vita salutari su tematiche quali:

  1. definizione di un percorso gravidanza fisiologica tra Ospedale e Territorio allo scopo di redigere un protocollo condiviso con attività, responsabilità e collaborazioni;
  2. organizzazione condivisa del corso di accompagnamento alla nascita;
  3. puerperio e follow up post dimissione per la puerpera e il neonato.

 

PROTOCOLLO INTERAZIENDALE

Dicembre 2012

PUERPERIO, FOLLOW-UP POST-DIMISSIONE MADRE/ NEONATO E SOSTEGNO DELL’ALLATTAMENTO

Protocollo di invio delle puerpere dall’ospedale al territorio

Il punto nascita si impegna a:

  • mantenere contatti con i Consultori Familiari Integrati dei Distretti ASL di riferimento come indicato nella mappatura dei CF;
  • informare tutte le madri sui servizi territoriali, distribuendo le brochure dei servizi per bambini, mamme e papà e degli spazi allattamento di libero accesso dell’ASL di Milano, corredate dal numero verde di sostegno dell’allattamento;
  • distribuire alle madri materiale informativo approvato da UNICEF sull’allattamento, anche nelle versioni multilingua;
  • informare sull’importanza dell’iscrizione precoce al pediatra di famiglia, in particolare presso i punti nascita, dove esiste ufficio di scelta del pediatra (Mangiagalli, Buzzi, Melloni);
  • individuare coppie madre/bambino, non utenti dei Consultori Familiari Integrati, da inviare al Consultorio Familiare Integrato di riferimento (spazio allattamento), entro 15 giorni dal parto, secondo le tipologie concordate. Le madri possono essere individuate sia al momento della dimissione ospedaliera sia alla visita del follow up dopo il parto;
  • trasmettere la scheda di invio, previa firma del consenso al trattamento dei dati personali e sensibili, tramite fax al Consultorio Familiare Integrato di riferimento. Alla madre dovrà essere scritto sulla documentazione sanitaria di dimissione l’invio al Consultorio Familiare Integrato (sede, giorno, orari).

 

Di seguito l’elenco delle tipologie delle coppie madri/bambino che rientrano nel gruppo da inviare al CFI:

  • potenziali difficoltà nell’allattamento o nell’alimentazione del bambino
    • primipara
    • secondipara con precedente esperienza negativa di allattamento
    • alimentazione complementare (latte materno + formula)
    • neonato late preterm o decorso non fisiologico
    • uso di paracapezzoli
    • difficoltà nella corretta ricostituzione della formula
    • gemellarità
    • problemi linguistici
  • madre fumatrice o in astensione da fumo (in gravidanza), in particolare se conviventi fumatori
  • stato emotivo labile o depressione
  • problemi linguistici.

 

ASL di Milano si impegna a:

  • fornire ai punti nascita brochure aggiornata dei servizi ASL;
  • fornire la mappatura dei singoli Consultori Familiari Integrati;
  • mantenere aggiornatol’elenco dei responsabili dei Consultori Familiari Integrati;
  • verificare l’invio entro i tempi stabiliti delle schede delle puerpere;
  • qualora la madre non si presenti al Consultorio Familiare Integrato, si effettuerà una telefonata alla madre per verificare la motivazione;
  • il CFI accoglierà le madri nello spazio dedicato e verificherà i bisogni (sanitari, psicosociali) inviando, se necessario, la mamma agli operatori più appropriati e somministrando, se opportuno, la scala di Edinburgh, per lo screening della depressione post-partum;
  • inviare al secondo livello le puerpere e/o i neonati secondo modalità concordate.

ASL e punto nascita verificano periodicamente l’adeguatezza dell’invio secondo i parametri concordati e l’esito (tipologia allattamento, abitudine tabagica, follow up).

Protezione, promozione e sostegno dell’allattamento al seno nel percorso nascita: dalla gravidanza al primo anno di vita.

L’attività in oggetto si basa sull’applicazione dei 10 passi dell’Iniziativa OMS UNICEF Ospedale Amico dei Bambini e degli Standard delle Buone Pratiche per gli Ospedali di UNICEF Italia, delineando un percorso integrato ospedale – territorio, come da flowchart. Tale attività assume una connotazione particolarmente rilevante nel territorio di ASL di Milano, riconosciuta da UNICEF Italia come prima comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento materno.

La verifica dell’applicazione di questi standard è verificata annualmente da ASL Milano mediante:

  • autovalutazione UNICEF e conseguente piano d’azione;
  • monitoraggio tassi allattamento (tasso allattamento esclusivo > 75% nei neonati sani) secondo le categorie OMS UNICEF.