Esami ematochimici

Sono utili per la diagnosi differenziale con altre malattie e per il follow-up del paziente con scompenso.
Possono avere anche un valore prognostico. In particolare:

  • anemia può intensificare uno scompenso cardiaco preesistente;
  • ematocrito alto può indirizzare a una malattia polmonare, una malattia congenita cianotica del cuore oppure a una malformazione artero-venosa polmonare;
  • misurazione dell’urea e della creatinina sierica è essenziale per la diagnosi differenziale con l’insufficienza renale. Uno scompenso cardiaco non trattato è raro che si associ ad alterazioni elettrolitiche significative, molto frequenti in pazienti che assumono diuretici. Nel caso lo scompenso sia associato già nelle fasi iniziali a disfunzione renale e iposodiemia, la prognosi è peggiore;
  • incremento degli enzimi epatici può essere conseguente a una congestione del fegato;
  • valutazione della proteinuria e glicosuria sono segni di allerta verso un problema renale che può complicare lo scompenso in corso;
  • ipertiroidismo e l’ipotiroidismo possono essere separatamente cause di scompenso cardiaco e di complicanze. Per questo va sempre controllata la funzione tiroidea attraverso misurazioni dei suoi ormoni circolanti.