Traccianti PET

I principali traccianti PET utilizzati nella pratica clinica e disponibili presso l’U.O. di Medicina Nucleare e PET dell’Ospedale San Raffaele sono i seguenti:

Fluoro-desossi-glucosio marcato col Fluoro 18 ([18F]FDG): analogo del glucosio che fornisce informazioni sul metabolismo glucidico cellulare e viene impiegato per studi total-body principalmente nel paziente oncologico per la stadiazione, ristadiazione, monitoraggio della terapia e nel follow-up. La valutazione dell’attività metabolica glucidica di un tumore risulta particolarmente utile nello stabilire la risposta anche precoce al trattamento chemioterapico consentendo di quantificare la modifica del metabolismo tumorale. Lo stesso tracciante viene utilizzato anche per studi cerebrali, in particolar modo per la valutazione e diagnosi differenziale nelle patologie degenerative, e per studi cardiaci nella ricerca di tessuto miocardico vitale in pazienti affetti da cardiopatia ischemica in previsione di interventi di rivascolarizzazione miocardica.

Metil-colina marcata con Carbonio 11 ([11C]Colina): questo tracciante viene metabolizzato da vari tessuti e in particolare dal tessuto prostatico, si accumula nelle membrane delle cellule prostatiche sia normali che patologiche e quindi non può essere utilizzato per la diagnosi di tumore prostatico, ma trova indicazione nel paziente prostatectomizzato radicalmente con rialzo del PSA superiore a 1.0 ng/ml, nel paziente trattato con radioterapia/brachiterapia con intento radicale e rialzo del PSA superiore a 1.0 ng/ml e nel paziente in trattamento ormonale con rialzo del PSA superiore a 1.0 ng/ml e nella stadiazione pre-chirurgica in pazienti con diagnosi bioptica confermata di neoplasia prostatica.

Fluoride marcato con Fluoro 18 ([18F]Fluoride): questo tracciante di recente introduzione consente uno studio tomografico particolareggiato dello scheletro con la possibilità di evidenziare piccole aree di rimaneggiamento osseo in pazienti con patologie oncologiche con frequente metastatizzazione allo scheletro (tumori della mammella, prostata, polmone solo per citare i più frequenti).

Ammonia marcata con Azoto 13 ([13N]NH3): l’ammonia è un tracciante che si comporta come una microsfera chimica e una volta somministrato per via endovenosa, si distribuisce tramite il circolo coronarico alle pareti miocardiche e trasportato all’interno delle cellule dove viene metabolizzato; la quantità di tracciante che rimane intrappolato nelle cellule è in funzione del flusso coronarico, cioè di quanto sangue arriva al muscolo cardiaco nell’unità di tempo. La somministrazione di questo tracciante viene eseguita in due momenti distinti (sotto sforzo e a riposo) con la relativa acquisizione delle immagini di distribuzione miocardica del tracciante nelle due condizioni; il confronto qualitativo delle immagini e quantitativo mediante modelli matematici nei due momenti, consente la misura della riserva coronarica, parametro che esprime la capacità dei vasi coronarici di rispondere alle aumentate richieste di ossigeno del tessuto miocardico a seguito dell’aumentato lavoro. Viene impiegato nei pazienti con cardiopatia ischemica su base aterosclerotica od in corso di miocardiopatia ipertrofica o nella patologia del microcircolo coronarico.