Ciclotrone

Il Ciclotrone è un acceleratore di particelle di forma circolare che consente di indirizzare queste particelle accelerate su particolari substrati chiamati target con la formazione di isotopi radioattivi positron-emittenti (Foto 1 e 2). Gli isotopi così generati hanno un notevole vantaggio rispetto a quelli impiegati in medicina nucleare convenzionale a fotone singolo (SPET) perché rappresentano i corrispettivi radioattivi dei composti naturali costituenti la materia (carbonio-11, ossigeno-15 e azoto-13). Con questi isotopi è possibile ad esempio marcare un aminoacido per misurare il metabolismo protidico in vivo, marcare il glucosio o un suo analogo per misurare il metabolismo glucidico, marcare degli agonisti o antagonisti recettoriali, marcare molecole per studiare il flusso miocardico e così via. Ciò significa che i traccianti sono riconosciuti dai processi metabolici come i substrati naturali, permettendo di studiare un determinato processo senza alterarne il normale metabolismo cellulare. Unico isotopo “pseudo-naturale” è il fluoro 18 che viene comunque utilizzato perché all’interno di una molecola può essere facilmente sostituito a un atomo d’idrogeno e quindi può essere impiegato per marcare teoricamente qualsiasi composto. Ulteriore vantaggio è che gli isotopi così generati hanno una emivita (cioè il tempo necessario affinchè la radioattività si dimezzi) breve che va dai soli 2 minuti dell’Ossigeno 15 ai 10 minuti per l’Azoto 13, ai 20 minuti del Carbonio 11 ai 109 minuti del Fluoro 18 riducendo l’esposizione alle radiazioni.

Foto 1: Ciclotrone
Foto 2: Interno del Ciclotone

 

 

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